Il consiglio musicale del mese: Ska-P, Que corra la voz!! Blitz Quotidiano
Per il consiglio musicale del mese di agosto, vi porto in Spagna, a raccontarvi una storia che nel mondo del rock è più unica che rara. O a ricordarvela, dal momento che immagino che gli Ska-P non siano proprio una novità per molti di voi. È una storia unica, perché per una volta a surfare le onde del successo internazionale non sono artisti americani o inglesi, ma, appunto, spagnoli. E per immergerci in questa storia, ho scelto il quinto album degli Ska-P, Que corra la voz!!, uscito nel 2002.
Gli Ska-P hanno una lunga storia, punteggiata però di scioglimenti e reunion. Fondati nel 1994, si sciolgono una prima volta nel 2005. Riformati poi nel 2008, si sciolgono nuovamente nel 2014. Quattro anni dopo, nel 2014, si riuniscono di nuovo, questa volta durando fino a quello che pare essere lo scioglimento definitivo nel 2023.
Nel 1996, il loro secondo album, El vals del obrero, li portò al successo internazionale. Da allora sono diventati una delle band ska-punk più famose al mondo, soprattutto in Europa e Sud America.
Nei nove album che hanno pubblicato in questa storia travagliata, gli Ska-P si sono sempre apertamente schierati, esprimendo esplicitamente idee su questioni sociali e contro ogni violazione dei diritti umani. Con buona pace di chi vorrebbe i musicisti muti ed obbedienti a creare musica per il puro “divertimento del re”. Ma la caratteristica principale degli Ska-P è che non si schierano per partito preso: prendono sempre le parti dei più deboli, riuscendo nella difficile operazione di mettersi nei panni degli “ultimi della Terra” e di risvegliare il senso di solidarietà e di umanità negli ascoltatori.
Gli Ska-P si ispirano per molti versi ai Clash. Non tanto per lo stile musicale, quanto per l’esempio che i Clash hanno saputo dare di una musica che ha la funzione di informare la gente. Alla fine degli anni Settanta e all’inizio degli anni Ottanta, in molti hanno saputo cosa avveniva dall’altra parte del mondo anche grazie ai Clash. Riproporre questa operazione oggi, nei tempi di internet, ha certamente risvolti diversi. E gli Ska-P riescono a interpretare questo ruolo in maniera splendida. L’intento di Que corra la voz!! è esplicito già nel titolo, “spargere la voce”, e nella copertina, in cui il disegno di un gatto stilizzato urla dentro un megafono.
MacDollar è la settima traccia dell’album, e ben rappresenta lo stile carico di energia della band. Su un tessuto sonoro adrenalinico e festoso, il testo ci racconta delle nefandezze compiute dalle multinazionali, in particolare da MacDonald’s, descritto come un “virus letale”, responsabile della deforestazione dell’Amazzonia e dello sfruttamento dei lavoratori in tutto il mondo.
Gli Ska-P sono una sorta di grande famiglia: una band composta da almeno otto elementi. Cinque musicisti compongono il cuore inamovibile del gruppo, con batteria, due chitarre, basso e tastiere, mentre gli altri tre sono considerati “collaboratori” e compongono la sezioni fiati. A questi si aggiunge, almeno fino al 2018, un secondo cantante, il cui ruolo è stato molto importante, soprattutto nelle esecuzioni live, per l’aspetto teatrale e i mascheramenti che caratterizzavano gli spettacoli della band.
Spesso nelle loro canzoni, e sicuramente nelle loro messe in scena durante i concerti, gli Ska-P si scagliano contro chi utilizza la religione per giustificare abusi di potere. La sesta traccia di Que corra la voz!! è Intifada, dedicata alla sofferenza inflitta ai palestinesi dal governo israeliano in nome di una religione: “Sei milioni di ebrei annientati nel modo più crudele, un genocidio imperialista per mano di eserciti fascisti, bisogna imparare dalla storia, le vittime si sono trasformate in carnefici, tutto va alla rovescia… chi avrebbe potuto immaginare che Davide fosse Golia”.
Una band dei bassifondi
Gli Ska-P nascono in un quartiere di Madrid di tradizione popolare, operaia e antifranchista. E nella loro musica, come nei loro testi, questa stessa tradizione è molto presente.
L’ultima traccia dell’album ci porta in un quartiere simile a quello da cui provengono loro, dove se non si è disoccupati, al massimo si può avere un lavoro interinale. E la domanda insistente è: dove sono finiti tutti i miei amici? Chi è in galera, chi è morto, magari per colpa della droga. Non importa se sei nato nei quartieri più alti o nei bassifondi, l’importante è che non ti fai fregare e che continui a disturbare, col pensiero, le parole e le azioni.
Il legame con le tradizioni più popolari risuona anche nelle scelte musicali. In più occasioni, i brani degli Ska-P iniziano con il tipico andamento della canzone popolare spagnola, puntualmente sottolineato dal vivo da scenette teatrali e costumi pacchiani, per poi evolversi in esplosioni di energia ska.
È il caso, ad esempio, di Casposos, brano in cui l’invettiva della band prende di mira i predicatori televisivi, venditori di false speranze a caro prezzo, che speculano sulle tragedie delle persone.
Dentro i testi
Nell’universo musicale creato dagli Ska-P, i testi e i messaggi che portano sono molto importanti. La musica di per sé è certamente coinvolgente e trascinante, ma non si può apprezzare veramente un album come Que corra la voz!! senza farsi un’idea di quali temi si stiano affrontando nei testi.
Già abbiamo accennato ad alcuni dei temi trattati nell’album presentando i brani precedenti. Ora però vorrei prendere due brani a titolo esemplificativo e approfondire un po’ il messaggio che portano e soprattutto il modo che gli Ska-P regolarmente scelgono per farlo.
Il primo di questi due esempi è Welcome to Hell, terza traccia dell’album, un brano contro la pena di morte: “Le ore sono eterne nel braccio della morte, pensando e ripensando alla mia esecuzione, il tempo sta finendo e non c’è modo di fermarlo, ehi fratello, benvenuto all’inferno!”.
Sebbene il tema sia generale, gli Ska-P lo rendono immediatamente personale: una storia precisa di una persona specifica, raccontata in prima persona, in modo da creare più empatia possibile nell’ascoltatore. Il bersaglio principale della critica della canzone, d’altra parte, è chiaramente l’America, anche se non viene mai menzionata esplicitamente: “Vivo in un paese dove puoi comprare tutto, essere vivo o essere morto dipende da quanto sei ricco, il mio futuro è già scritto, non posso difendermi”.
E alla fine arriva anche il messaggio vero e proprio, appena prima di riprendere la storia del protagonista della canzone con una chiusura estremamente amara: “Quanti esseri umani dovrete assassinare, prima di rendervi conto che questa è un’atrocità, occhio per occhio non risolve nulla… Dopo alcuni anni riuscirono a dimostrare, che io non ero colpevole ma non si torna indietro, il mio corpo è putrefatto e non posso più rinascere”.
Il secondo esempio è El nino soldato, brano in cui gli Ska-P dimostrano che è possibile fare musica coinvolgente, divertente e piena di energia, anche quando i testi parlano di tragedie e atrocità umane. Ancora una volta, il testo è costruito su una storia specifica, raccontata in prima persona: “Sono nato dove non c’è niente, proprio sul confine che separa il bene dal male, la mia terra si chiama miseria, e non conosco la parola libertà, sono stato sequestrato in una guerra, torturato e addestrato ad ammazzare, mi hanno trasformato in una bestia, sono solo un bambino senza identità”.
La grande capacità degli Ska-P di calarsi nei panni degli sventurati della Terra e di vivere le loro disgrazie come fossero le proprie è poi improvvisamente contrastata da un atto di accusa umano, prima che politico, che suona come un appello a tutti noi a ritrovare la nostra capacità di essere solidali e di essere umani: “Eh no, la tua indifferenza è imperdonabile, chi ti ha rubato il cuore?, non ti alzi dal divano, eh no, la tua indifferenza è imperdonabile, chi ti ha rubato il cuore, spegni la televisione”.
La sezione fiati
Se seguite questa rubrica di articoli, saprete ormai bene che quando parlo di musica e di musicisti mi piace spostare l’accento sulle questioni più musicali, rispetto ai testi o ai pettegolezzi. E, per quanto i testi degli Ska-P svolgano un ruolo estremamente importante, penso che vada sottolineata anche la loro grande perizia musicale.
Già i Clash erano stati accusati di essere “troppo bravi” per poter incarnare il vero spirito del punk. Non oso pensare cosa avrebbero potuto dire questi “criticoni” a proposito degli Ska-P! Non solo i singoli musicisti sono tecnicamente preparati ed estremamente affiatati, ma le canzoni presentano sempre anche una sezione fiati sapientemente arrangiata e molto incisiva.
Prendendo evidentemente ispirazione dagli eroi del revival ska degli anni Ottanta, come Madness, Specials o Selecter, gli Ska-P affidano gran parte della propria identità musicale alle melodie e ai contrappunti della sezione fiati. Estampida, brano che apre Que corra la voz!!, ne è un ottimo esempio. Nel video, vi propongo una esecuzione dal vivo, che da sempre è la dimensione migliore per apprezzare la band.
Due trombe e un trombone costituiscono in genere la sezione fiati degli Ska-P. Si tratta di elementi estremamente importanti nel sound della band, ma anche nell’impatto visivo, tanto che alcuni di questi musicisti hanno preso sempre più spazio e visibilità anche sul palco. Risulta quindi un po’ strano che nelle note che riguardano la band i fiatisti vengano citati come “collaboratori” e non come membri ufficiali.
Ciò nonostante, la loro centralità negli spettacoli dal vivo non è mai stata messa in discussione. I fiati la fanno da padroni praticamente in tutti i brani degli Ska-P, inclusa la nona traccia di Que corra la voz!!, Insensibilidad.
Conclusioni
Come al solito, ci tengo a sottolineare che i brani che vi ho proposto in questo articolo non sono tutti i brani dell’album, né sono stati presentati nel loro ordine. Vi esorto quindi ad andare ad ascoltare l’album per intero, dall’inizio alla fine nel corretto ordine delle tracce, per poter apprezzare più completamente l’opera d’arte nel suo complesso.
Dopo aver raggiunto il successo internazionale con El vals del obrero nel 1996, gli Ska-P pubblicano nel 2000 Planeta Eskoria, album che contiene molte canzoni famose della band ed è considerato da molti fan il loro album migliore. Ma Que corra la voz!!, anche nel giudizio degli stessi membri del gruppo, è il loro album più completo.
Que corra la voz!! è un album pieno di energia, divertimento, festa. Gli arrangiamenti dei fiati, con i loro interventi in contrappunto e le loro memorabili melodie, sono un tratto distintivo del sound degli Ska-P, ed è proprio in questo album che si fanno più complessi e protagonisti.
Ma anche i temi, tipicamente legati alla critica della società, soprattutto del potere, e alla difesa dei diritti umani in ogni forma e in ogni luogo, diventano più maturi. In Que corra la voz!!, i testi degli Ska-P prendono di mira situazioni specifiche, raccontando storie di individui umani a esemplificare concetti più generali. Non c’è più alcun dubbio: non si tratta di testi che prendono una posizione faziosamente politica, ma di riflessioni, oggi quantomai necessarie, sull’umanità che stiamo lasciando indietro nella nostra corsa verso chissà cosa… il progresso, forse?
Così, in Que corra la voz!!, troviamo anche un brano dedicato a Carlo Giuliani e alle gravissime azioni compiute dalle forze dell’ordine durante le manifestazioni dopo il G8 di Genova nel 2001. E non si tratta di una presa di posizione a priori, quanto invece di una riflessione sull’inaccettabile ingiustizia di morire “solamente per la colpa di pensare”, tanto più quando la mano che uccide è quella di uomini in divisa incaricati di mantenere la sicurezza dei cittadini e l’ordine pubblico.
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