(Foto Ansa)
È più facile creare ricchezza o decidere come ripartirla? Il dibattito più stimolante su questo argomento è stato quello tra Lyndon B. Johnson e Robert Kennedy del 18 Marzo 1968, noto come il “discorso sul Pil”.
Johnson esaltava il miglioramento del benessere nazionale grazie alle politiche governative, Kennedy non dava eccessiva importanza alla produttività del paese e sosteneva che l’indice Pil rileva l’economia sommersa e quella criminale, le spese militari, negli alcoolici e nella droga, nel fumo e nelle pillole dimagranti.
Nella scala dei Valori è più importante garantire il welfare oppure investire nello sviluppo delle scienze e delle arti? Ecco il passaggio più significativo del discorso kennediano: “Non troveremo mai un fattore unificante della società, ammassando all’infinito beni terreni. Il PIL non comprende la bellezza della nostra poesia o la solidità dei valori familiari, l’intelligenza del nostro dibattere o l’onestà dei nostri dipendenti pubblici. Il PIL misura tutto, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta”.
Quale dei due era lo statista più illuminato? Per capirlo bisogna verificare che cosa è stato realizzato in America nel settore economico e sociale.
Kennedy aveva fatto il “discorso dell’allodola”, che consiste nell’individuare obbiettivi elevati senza indicare in che modo raggiungerli. Egli aveva combattuto con successo il razzismo, e forse per questo ci aveva rimesso la vita. Tuttavia, neppure i “democratici” sono mai riusciti a garantire agli americani un sistema di welfare paragonabile al nostro. La Nazione in cui molti dei singoli “States” detengono un Pil superiore a quello italiano, ha una sanità pubblica scalcinata.
I più accesi nemici del welfare, sono i sindacati operai che si rifiutano di subire ritenute sui salari a vantaggio di “fannulloni”. Se l’America contenesse del trenta per cento le spese militari potrebbe garantire un sistema di sussidi sociali unico al mondo e attenuare i problemi della delinquenza diffusa nelle metropoli.
Democratici e repubblicani non hanno mai ridotto le spese militari perché “devono” difendere i paesi liberi. Trump capisce che il sistema di welfare all’europea non potrà mai essere realizzato negli Usa, in ragione delle spese militari. Chi investe nella “morte” non ha più risorse sufficienti per proteggere la “vita”.
Le democrazie si armano per contrastare le “tirannidi” e le “tirannidi” si armano per contrastare le democrazie: in ciò consiste il paradosso della “dissuasione militare permanente”.
Il grande nemico dell’Occidente è sempre stato il comunismo, cioè il modello economico che statalizza le risorse e limita la libera concorrenza. Ma il comunismo non esiste più. I discorsi di Xi Jinping alla Nazione sono tutti basati sullo sviluppo dell’economia di mercato. I capitali cinesi si espandono in Africa, Asia, Europa e America e I grandi magnati accumulano ricchezze al pari di Musk e Trump.
L’India adotta i principi dell’industrialismo. Tutte le Nazioni mettono al primo posto della scala dei valori l’economia, con l’eccezione della Corea del Nord, del Vietnam di Hanoi e di Cuba.
Insomma, il comunismo ha perso su tutti i fronti: nessuna grande nazione contrasta il modello di sviluppo dell’Occidente. Allora, per quale ragione gli americani continuano a produrre armi e così fanno la Cina e la Russia?
Il fatto è che non puoi riconvertire il “militare” nel “civile” in una generazione. Cosa ne fai dei servizi segreti che impiegavi durante la guerra fredda contro Cina e Russia, in Iraq e in Afganistan e delle atomiche gelosamente custodite? Il nuovo nemico esterno che giustificherebbe l’impiego della forza è il regime religioso degli ayatollah. Si tratta di una balla spaziale: i più grandi persecutori dell’islamismo sono i russi (eccidio dei ceceni) e il cinesi che mandano i mussulmani nei campi di rieducazione. Se la Cina e la Russia sono unite nel fornire armi all’Iran è per contrastare gli odiati nemici: l’America e l’Occidente.
Le truppe russe marciano sulla Piazza Rossa ricordando la vittoria sul nazismo. Tuttavia i partti neonazisti del nord Europa che stanno mettendo in crisi quel poco che resta del socialismo, sono finanziati da Putin e sono filorussi.
La condanna dello Stato di Israele in versione Netanyahu è quasi universale. Eppure la Grecia, membro della Nato, ha stretto un patto di alleaza militare con Israele per proteggersi dalla Turchia che è un paese Nato. Cosa sarebbe in grado di fare la Nato se qualche paese arabo con missili russi a lunga gittata decidesse di chiudere lo stretto di Hormuz e chiudesse i rubinetti energetici? Con chi starebbe la Turchia?
Allo stato delle cose, i governi europei dovrebbero telefonare imploranti al capo della Casa Bianca, oppure produrre missili “dissuasivi”. La maggioranza degli europei sembra optare per la seconda soluzione. Il nostro sistema di welfare che sta in piedi grazie al risparmio delle spese militari rischia così di essere spazzato via perché il costo degli eserciti costituisce una componente “ineludibile” dei Pil.
Lo slogan del “campo largo” è proprio questo: “Noi vi garantiamo che ogni euro di avanzo nel bilancio pubblico non sarà mai destinato alle armi, bensì a migliorare sanità, pensioni, tempo libero, e a mantenere la mano d’opera estera che vi sostituisce nei lavori faticosi”.
Il governo Meloni, sapendo di mentire, replica: “Non vi saranno mai investimenti nel settore della Difesa, che comportino una riduzione del nostro sistema di welfare”.
Esistono due modelli possibili di welfare: quelli che allargano le prestazioni pubbliche in funzione dell’aumento del reddito nazionale e quelli che si “indebitano” per garantire pensioni e sanità.
Un sistema di sussidi pubblici permanenti, può sopravvivere alle seguenti condizioni: un’economia basata sull’espansione continua, una popolazione che fa figli che pagheranno le pensioni, un bilancio statale in grado di sostenere i relativi costi. L’unico sistema economico in continua espansione è quello cinese che premia i ricchi e le classi medie. L’idea di mettere un limite ai guadagni e ai patrimoni suggerita dalla Schlein e Salvini, sarebbe considerata contraria agli interessi del popolo cinese che trae vantaggi dall’afflusso dei 3 grandi capitali.
Tassare i “superprofitti” delle banche penalizza i miiioni di investitori che hanno acquistato i titoli sulla base delle ristultanze di bilancio. Non mi risulta che qualche forza politica italiana abbia mai pensato di rimborsare gli azionisti turlupinati dal Monte dei Paschi di Siena.
Se qualche volta gli azionisti di banche italiane prenderanno cedole straordinarie, vorrà dire che diminuiranno le nostre migrazioni di capitali verso la Borsa di New York o di Hong Kong. Quando l’economia va male non puoi edificare scuole o teatri, erigere cattedrali o mantenere centri di cultura riservati ai giovani.
Il sistema capitalista si basa sull’idea che il fabbisogno materiale del mondo non sia soddisfatto dal volume annuo dell’attuale produzione, né possa esserlo in futuro.
Questa idea è contestata da economisti e filosofi marxisti e cattolici, che sono spesso citati nei festival di partito.
Una concezione intellettuale sorta nel Novecento fu la dottrina dell’”economia matura”, cui era seguita la “teoria fatalistica del capitalismo”, che ne prevedeva la fine imminente ed ineluttabile.
Tali dottrine sono state smentite dalla Storia perché la Cina e l’India hanno adottato il sistema economico occidentale che era dato per morto.
La fiducia nel reddito monetario come base dell’impulso umano, riflette la crescente interdipendenza del moderno sistema economico. Alla luce di questa considerazione, la sete di denaro non è meno giustificata di ogni altro scopo per il quale si lavora.
Nel fare un confronto tra un sistema in cui il potere viene esercitato dai “ricchi”, con altri sistemi esistenti nel mondo, dobbiamo ricordare che gli uomini aspirano al potere e, in misura minore o maggiore, riescono sempre a procurarselo. Il potere deve essere di coloro che se ne sono impadroniti e lo detengono con l'aiuto di un esercito o di una polizia segreta, oppure dobbiamo preferire i milioni di imprenditori e professionisti che “ammassano beni terreni” creando occupazione?
