(Foto Ansa)
In mezzo secolo le calotte glaciali di Groenlandia e Antartide hanno perso complessivamente circa 11mila miliardi di tonnellate di ghiaccio, contribuendo all’innalzamento globale del livello dei mari di 3,14 centimetri. È quanto emerge dalla più ampia raccolta di dati satellitari mai analizzata sul bilancio delle calotte polari, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista Scientific Data dal gruppo internazionale Imbie (Ice Sheet Mass Balance Inter-comparison Exercise).
La ricerca
Lo studio, coordinato da ricercatori delle Università di Northumbria e Washington a Seattle con il sostegno di Agenzia spaziale europea e Nasa, ha messo insieme 42 stime indipendenti ottenute dalle osservazioni di 27 missioni satellitari. Per la Groenlandia sono stati analizzati dati a partire dal 1972, mentre per l’Antartide dal 1979.
La maggior parte della perdita, pari all’84%, è dovuta all’accelerazione del flusso dei ghiacci verso l’oceano. Lo scioglimento superficiale rappresenta invece il restante 16%. La Groenlandia ha registrato la perdita maggiore, contribuendo all’aumento del livello dei mari per 1,81 centimetri, mentre l’Antartide ha contribuito per 1,33 centimetri.
“Questi risultati sottolineano il ruolo centrale delle calotte glaciali nel futuro innalzamento del livello del mare”, osserva Giorgio Spada, del dipartimento di Fisica e Astronomia ‘Augusto Righi’ dell’Università di Bologna e tra gli autori dello studio.
La perdita di ghiaccio è aumentata rapidamente dagli anni ’90. In Groenlandia si è passati da circa 60 miliardi di tonnellate l’anno negli anni ’80 a 264 miliardi negli anni 2010. In Antartide, nello stesso periodo, il ritmo è cresciuto da 48 a 202 miliardi di tonnellate annue.
Tra il 2020 e il 2023 si è registrato un temporaneo rallentamento, legato soprattutto alle nevicate eccezionali nell’Antartide orientale e a estati più miti in Groenlandia. Secondo i ricercatori, tuttavia, si tratta di una variazione temporanea e non di un’inversione della tendenza di lungo periodo.
