Pacchi extra Ue, dal 1 novembre arriva la tassa da 2 euro: acquisti online già in calo del 31% (foto ANSA) - Blitz quotidiano
Dal 1° novembre acquistare prodotti online provenienti da Paesi fuori dall’Unione europea potrebbe costare di più. Sui piccoli pacchi arriverà infatti una handling fee europea da 2 euro, un contributo fisso destinato a coprire i costi dei controlli doganali. La nuova tariffa si aggiungerà al dazio da 3 euro già in vigore da luglio, aumentando gli oneri sulle spedizioni interessate.
Secondo Roberto Alesse, direttore dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli, che ha illustrato i dati in un’intervista a ItaliaOggi, l’amministrazione sta implementando le funzionalità informatiche necessarie per riscuotere il contributo. Al momento non sono previsti ritardi nell’avvio della misura. La tassa italiana dello stesso importo, invece, è stata rinviata al 1° dicembre.
Importazioni in picchiata: quasi 22 milioni di dichiarazioni in meno
La stretta arriva mentre gli acquisti di piccoli pacchi provenienti da fuori dall’Ue registrano una significativa contrazione. Nei primi nove mesi del 2026, le dichiarazioni doganali relative alle spedizioni di valore inferiore a 150 euro sono diminuite del 31% rispetto allo stesso periodo del 2025, con quasi 22 milioni di dichiarazioni in meno.
I numeri mostrano un passaggio da 69.649.117 dichiarazioni, registrate tra il 1° gennaio e il 28 settembre 2025, a 47.874.392 nello stesso intervallo del 2026. Il calo, tuttavia, era iniziato già prima dell’introduzione del dazio: nel primo semestre la flessione si attestava intorno al 20%. Dal 1° luglio, con l’entrata in vigore del nuovo contributo, si è registrata un’ulteriore diminuzione di circa il 10%.
E-commerce, più responsabilità per le piattaforme extra Ue
Le nuove tariffe fanno parte di una più ampia riforma del Codice doganale dell’Unione europea, pensata per rafforzare i controlli sulle merci importate e rendere più efficace la gestione delle spedizioni online.
Le piattaforme extra Ue che vendono ai consumatori europei saranno chiamate ad assumersi direttamente maggiori responsabilità nelle procedure doganali. Dovranno trasmettere i dati richiesti, pagare i diritti dovuti e rispettare le regole previste per l’ingresso dei prodotti nel mercato europeo.
La riforma prevede inoltre una nuova Autorità doganale europea, con sede a Lille, incaricata di coordinare l’analisi dei rischi tra gli Stati membri. Le amministrazioni nazionali continueranno a occuparsi dei controlli fisici sulle merci, che diventeranno però più selettivi. L’obiettivo è rafforzare la vigilanza sulle importazioni e rendere più uniformi le procedure in tutta l’Unione.
