San Siro, la sinistra litiga con se stessa. Sala per abbatterlo, Calabresi no. E Majorino vuole ristrutturarlo (foto Ansa-Blitzquotidiano)
Lo stadio di San Siro irrompe in campagna elettorale e divide il centrosinistra che torna a discutere, nuovamente, se salvarlo dall’abbattimento.
Ad accendere il dibattito è il botta e risposta tra il sindaco Giuseppe Sala, e chi aspira a succedergli, il giornalista Mario Calabresi, secondo cui bisogna “valutare l’opportunità” di salvare il Meazza, quando verrà realizzato il nuovo stadio di Inter e Milan, di cui pochi giorni fa hanno presentato il progetto Norman Foster e Manica.
Botta e risposta Sala-Calabresi
“Bizzarro” che Calabresi metta in discussione quanto deciso “dalla sua parte politica”, replica Sala. Mentre dal centrodestra arriva l’affondo del presidente del Senato Ignazio La Russa, che da sempre sostiene la possibilità di tenere due stadi a Milano, a pochi metri uno dall’altro.

“Calabresi è sulle mie idee ma ci poteva pensare prima… meglio tardi che mai, con la vicinanza della campagna elettorale”, sottolinea l’esponente di FdI.
A Milano in vista del voto per le comunali del prossimo anno torna così attuale un dibattito su cui si pensava di avere messo una pietra tombale, dopo la vendita dello stadio dal Comune ai club.
San Siro “è stato venduto, ma il progetto definitivo e il piano attuativo per l’area del vecchio Meazza non sono stati ancora presentati – sottolinea Calabresi, pronto a correre alle primarie di centrosinistra per il sindaco -. Se durante il percorso potesse emergere la possibilità di tenerlo in piedi con una nuova missione, risparmiando i 120 milioni della demolizione e l’impatto ambientale, sarebbe un’opportunità da valutare”.
La vicesindaca: “Calabresi la vede come La Russa”
Che il Meazza verrà abbattuto lo ha stabilito il Comune quando ha venduto le aree e lo stadio a Inter e Milan, anche se per salvare lo storico impianto si sono battute diverse anime della città, dai Verdi, ai Comitati di cittadini, che hanno presentato diversi ricorsi. Una partita chiusa quindi per Palazzo Marino.
“Politicamente trovo un po’ bizzarro che Mario Calabresi, che dovrà farsi appoggiare da questa parte politica, metta dei dubbi su decisioni prese recentemente”, è la replica di Sala secondo cui “ha ragione” la sua vicesindaca Anna Scavuzzo, anche lei candidata alle primarie del centrosinistra. “Non si può salvare San Siro, e nemmeno i cittadini del quartiere vorrebbero due stadi rinunciando al verde”, la posizione di Scavuzzo che punge Calabresi, “la vede come La Russa”.
Majorino: “Strada maestra è il Meazza ristrutturato”
“La strada maestra per me rimane quella di uno stadio solo, cioè il Meazza ristrutturato”. Così in una nota il capogruppo del Pd in Lombardia, Pierfrancesco Majorino, candidato del centrosinistra alle eventuali primarie per Milano.
“La preoccupazione di tutti dovrebbe essere quella di come investire le eventuali risorse derivanti dall’operazione San Siro sul quartiere di case popolari”.
Invece, “le ipotesi di Ignazio La Russa e di Mario Calabresi di mantenere il Meazza a fianco del nuovo stadio rischiano di configurarsi come un inconsapevole regalo alle società di Inter e Milan che, come affermato dallo stesso La Russa, avrebbero poi la possibilità di costruire altrove, in ragione dei diritti volumetrici maturati” conclude Majorino.
