Il giro del mondo di Karl Bushby: 50mila km a piedi o a nuoto, il ritorno in Inghilterra dopo 28 anni. Da eroe (foto Ansa-Blitzquotidiano)
Ha percorso gli ultimi metri fino alla casa d’infanzia a Hull, nel nord-est dell’Inghilterra, chiudendo un viaggio a piedi iniziato 28 anni fa in Cile.
Karl Bushby, 57 anni, esploratore britannico
Karl Bushby, 57enne esploratore britannico ed ex paracadutista dell’esercito di Sua Maestà, ha così concluso, accompagnato da concittadini, amici, ammiratori e giornalisti, la sua incredibile avventura in cui ha camminato per oltre 50 mila chilometri compiendo un giro del mondo tra tante difficoltà ma mai perdendosi d’animo.

“È incredibile, davvero straordinario. Non avrei mai immaginato niente del genere”, ha detto Bushby all’arrivo, definendo “sbalorditiva” la folla di migliaia di persone radunatasi nel centro della città inglese per lui.
“Non l’ho fatto da solo”, ha aggiunto, parlando di uno “sforzo globale”. Omaggi e ringraziamenti gli sono arrivati da tutto il Regno Unito, a partire dal premier Andy Burnham, che lo ha elogiato per il “risultato di proporzioni davvero straordinarie, che parla di coraggio, resilienza, perseveranza e di uno spirito indistruttibile”.
Foorest Gump globale
Ad abbracciare questo Forrest Gump globale c’era la madre Angela, che lo scorso anno aveva confessato alla Bbc di aver passato “notti insonni” pensando al figlio da solo in qualche parte del mondo. Bushby è atteso anche dal figlio Adam, 36 anni, e da una nipote di 12 anni che non ha mai conosciuto.
Il ritorno a casa era il traguardo dichiarato quando l’esploratore, a 29 anni, dopo il congedo dall’esercito e la fine del matrimonio, con l’ex moglie tornata in Irlanda del Nord insieme al figlio, decise di partire dal Cile in cerca di un nuovo inizio.
Si diede allora due regole: spostarsi solo con la forza delle sue gambe o delle sue braccia, vale a dire camminando o nuotando, e non tornare a casa prima di aver completato l’impresa. Non sono mancati contrattempi e ostacoli.
Come quando la Russia gli ha negato il visto, dopo l’attraversamento dello stretto di Bering ghiacciato nel 2006 assieme a un temporaneo compagno di fatica statunitense.
L’attraversamento a nuoto della Manica
O ancora problemi legati a crisi finanziarie e situazioni sanitarie, culminati nelle restrizioni del periodo della pandemia di Covid-19. L’ultima tappa era partita a inizio ottobre con l’attraversamento a nuoto della Manica, tenuto segreto per asserite ragioni di sicurezza, con tanto di sorveglianza della guardia costiera britannica e di quella francese.
L’arrivo a Dover, su una spiaggia intitolata a Shakespeare, era stato organizzato invece in grande stile, con un gruppo di media selezionati e soprattutto la presenza del celebre regista tedesco Werner Herzog, deciso a documentare con una sua troupe l’epilogo dell’impresa. Il documentario non poteva che intitolarsi ‘Walk of Life’, per raccontare il cammino di una vita.
