Influenza 2026, arriva il freddo: sintomi, contagio e come proteggersi (blitzquotidiano.it)
E’ in arrivo il periodo dell’influenza stagionale. Anche per il 2026-2027 si apre una nuova stagione di infezioni respiratorie, con virus influenzali che possono circolare insieme a raffreddore, Covid-19, virus respiratorio sinciziale e altri agenti responsabili di sintomi simili.
Febbre alta, tosse, mal di gola, dolori muscolari e stanchezza improvvisa sono tra i disturbi più caratteristici dell’influenza. Nella maggior parte dei casi la guarigione avviene spontaneamente nell’arco di una settimana o dieci giorni, ma per anziani, bambini piccoli, donne in gravidanza e persone con patologie croniche il rischio di complicazioni può essere maggiore.
La campagna vaccinale 2026-2027 è già partita e il Ministero della Salute ha pubblicato le nuove raccomandazioni per la prevenzione. Ma quali sono i sintomi da riconoscere? Come si trasmette il virus? E quali comportamenti possono aiutare a ridurre il rischio di contagio?
Influenza 2026-2027: cosa sappiamo sulla nuova stagione
L’influenza è una malattia respiratoria acuta provocata da virus influenzali che colpiscono principalmente naso, gola e polmoni. In Italia la circolazione aumenta generalmente durante i mesi autunnali e invernali, con un’intensificazione dei casi che storicamente si osserva tra dicembre e febbraio.
È importante precisare che il freddo, da solo, non provoca l’influenza: la malattia è causata dai virus. Le temperature più basse e la maggiore permanenza in ambienti chiusi possono però favorire le condizioni per la diffusione delle infezioni respiratorie.
Per la stagione 2026-2027 il Ministero della Salute ha già pubblicato la circolare con le raccomandazioni per la prevenzione e il controllo dell’influenza, comprese le indicazioni sulla vaccinazione.
C’è però un elemento da considerare quando si parla dell’andamento epidemiologico italiano: il sistema di sorveglianza RespiVirNet dell’Istituto Superiore di Sanità non ha ancora ripreso la pubblicazione dei consueti bollettini settimanali, sospesi nel marzo 2026 per questioni legate alla regolamentazione del trattamento dei dati personali. Di conseguenza, al momento non è possibile descrivere con precisione l’andamento nazionale della nuova stagione attraverso i consueti dati settimanali.
Non è quindi corretto parlare di un aumento già accertato dei casi senza disporre di dati aggiornati. È invece utile conoscere i sintomi, le modalità di trasmissione e le misure di prevenzione.
Quali sono i sintomi dell’influenza?
L’influenza si manifesta generalmente in modo improvviso. A differenza di un semplice raffreddore, che spesso inizia gradualmente con starnuti e naso che cola, l’infezione influenzale può provocare un peggioramento rapido delle condizioni generali.
I sintomi più comuni sono:
- Febbre alta: spesso compare improvvisamente e può essere accompagnata da brividi.
- Dolori muscolari e articolari: possono interessare diverse parti del corpo e rendere difficili le normali attività quotidiane.
- Mal di testa: può essere intenso e associato a una sensazione generale di malessere.
- Tosse: generalmente secca, anche se può diventare produttiva nel corso della malattia.
- Mal di gola: può comparire insieme alla tosse e agli altri sintomi respiratori.
- Stanchezza e spossatezza: la sensazione di affaticamento può essere marcata e persistere anche dopo la scomparsa della febbre.
- Perdita di appetito: è frequente durante la fase acuta dell’infezione.
In alcuni casi possono comparire anche nausea, vomito e diarrea, soprattutto nei bambini.
Non tutte le persone presentano gli stessi sintomi e non sempre l’influenza provoca febbre. Per questo motivo, la sola presenza o assenza di temperatura elevata non è sufficiente per identificare il virus responsabile dell’infezione.
Influenza, raffreddore o Covid: come riconoscerli?

Durante i mesi freddi diversi virus respiratori possono circolare contemporaneamente. Influenza, raffreddore e Covid-19 possono provocare disturbi simili, rendendo difficile distinguere le infezioni soltanto sulla base dei sintomi.
Ci sono tuttavia alcune caratteristiche che possono aiutare a orientarsi.
Influenza: tende a comparire improvvisamente, con febbre, dolori muscolari, mal di testa e forte stanchezza. La tosse è frequente.
Raffreddore: generalmente inizia in modo graduale, con starnuti, congestione nasale, naso che cola e mal di gola. La febbre, quando presente, è spesso assente o modesta.
Covid-19: può manifestarsi con febbre, tosse, mal di gola, raffreddore, stanchezza e dolori muscolari. In alcuni casi possono comparire alterazioni dell’olfatto e del gusto, ma non sono sintomi presenti in tutte le persone.
Queste differenze non permettono comunque di formulare una diagnosi certa. Quando necessario, il medico può indicare l’esecuzione di un test per identificare l’agente responsabile dell’infezione.
Come si trasmette il virus influenzale?
L’influenza è molto contagiosa e si diffonde soprattutto attraverso le secrezioni respiratorie emesse da una persona infetta quando tossisce, starnutisce o parla.
Il contagio può avvenire attraverso:
- inalazione di particelle respiratorie contenenti il virus;
- contatto ravvicinato con una persona infetta;
- contatto con mani o superfici contaminate, seguito dal contatto con occhi, naso o bocca.
Il periodo di incubazione è generalmente breve: i sintomi compaiono solitamente entro due giorni dal contagio, anche se possono manifestarsi da uno a quattro giorni dopo l’esposizione.
Una persona adulta può trasmettere il virus già dal giorno precedente alla comparsa dei sintomi e, generalmente, fino a circa cinque giorni dopo l’inizio della malattia. Nei bambini e nelle persone immunodepresse il periodo di contagiosità può essere più lungo.
Questo significa che il contagio può avvenire anche quando una persona non ha ancora manifestato chiaramente i sintomi.
Quanto dura l’influenza?
Nella maggior parte degli adulti sani l’influenza si risolve nell’arco di una settimana o dieci giorni.
La febbre e i dolori muscolari tendono a migliorare nei primi giorni, mentre tosse e stanchezza possono persistere più a lungo. In alcune persone il recupero completo richiede anche un paio di settimane.
È importante concedere all’organismo il tempo necessario per recuperare, evitando di riprendere troppo presto attività fisiche intense o impegni che richiedono uno sforzo eccessivo.
Se la febbre persiste, i sintomi peggiorano dopo un iniziale miglioramento oppure compaiono difficoltà respiratorie, è necessario rivolgersi al medico.
Come proteggersi dall’influenza: vaccino e buone abitudini
La vaccinazione antinfluenzale rappresenta la principale misura di prevenzione contro l’influenza e le sue complicanze.
Per la stagione 2026-2027 il Ministero della Salute raccomanda la vaccinazione, in particolare, a:
- persone di età pari o superiore a 60 anni;
- bambini dai 6 mesi ai 6 anni;
- donne in gravidanza e nel periodo successivo al parto;
- persone con patologie croniche che aumentano il rischio di complicanze;
- ospiti di strutture per lungodegenti;
- medici e personale sanitario e sociosanitario;
- altre categorie di lavoratori particolarmente esposte al contagio o che svolgono servizi essenziali.
La vaccinazione è offerta gratuitamente alle categorie indicate. Anche chi non rientra nei gruppi prioritari può valutare la vaccinazione con il proprio medico.
Il vaccino non garantisce una protezione assoluta dal contagio, ma riduce il rischio di sviluppare forme gravi e complicanze. La sua composizione viene aggiornata ogni anno per tenere conto dei virus influenzali che si prevede possano circolare.
Accanto alla vaccinazione, ci sono alcune semplici abitudini che possono contribuire a limitare la diffusione del virus:
Lavare frequentemente le mani. Utilizzare acqua e sapone oppure una soluzione idroalcolica, soprattutto dopo aver frequentato luoghi pubblici e mezzi di trasporto.
Arieggiare gli ambienti. Aprire regolarmente le finestre aiuta a rinnovare l’aria negli spazi chiusi.
Coprirsi quando si tossisce o starnutisce. È preferibile utilizzare un fazzoletto di carta oppure la piega del gomito, evitando di coprire naso e bocca con le mani.
Evitare i contatti ravvicinati quando si è malati. Restare a casa durante la fase acuta dell’infezione aiuta a proteggere le altre persone.
Utilizzare una mascherina quando necessario. Può essere utile soprattutto in presenza di sintomi respiratori e quando non è possibile evitare il contatto con persone fragili.
Come si cura l’influenza? Farmaci, riposo e attenzione agli antibiotici
Nella maggior parte dei casi l’influenza guarisce spontaneamente e il trattamento è orientato ad alleviare i sintomi.
Riposo, adeguata idratazione e un’alimentazione equilibrata possono aiutare l’organismo durante la fase di recupero.
Per controllare febbre e dolori possono essere utilizzati farmaci sintomatici, come il paracetamolo, secondo le indicazioni del medico o del foglietto illustrativo e tenendo conto delle eventuali controindicazioni.
Gli antibiotici non sono efficaci contro i virus influenzali e non devono essere assunti autonomamente. Possono essere prescritti dal medico soltanto quando è presente o si sospetta una complicanza batterica.
In alcune situazioni, soprattutto nei pazienti a rischio di complicanze o con forme più gravi, il medico può valutare l’utilizzo di farmaci antivirali. Il trattamento è generalmente più efficace quando viene iniziato precocemente, preferibilmente entro 48 ore dalla comparsa dei sintomi.
Non è consigliabile assumere antivirali senza una valutazione medica.
Quando preoccuparsi e rivolgersi al medico?
Nella maggior parte delle persone sane l’influenza ha un decorso senza complicazioni. Tuttavia, alcuni soggetti sono maggiormente esposti al rischio di sviluppare forme gravi.
Tra le possibili complicanze troviamo polmonite, disidratazione, sinusite, otite e peggioramento di patologie croniche, come diabete e malattie cardiovascolari o respiratorie.
È importante contattare il medico quando i sintomi sono particolarmente intensi, la febbre persiste o ricompare dopo un miglioramento, oppure le condizioni generali peggiorano.
La difficoltà respiratoria, il dolore o la pressione persistente al torace, la confusione, la marcata sonnolenza e i segni di disidratazione richiedono una valutazione medica urgente. In presenza di sintomi gravi è opportuno rivolgersi ai servizi di emergenza.
Particolare attenzione deve essere riservata a bambini piccoli, anziani, donne in gravidanza, persone immunodepresse e pazienti con malattie croniche.
Influenza 2026: le domande più frequenti
Quando arriva il picco dell’influenza in Italia?
Il picco della stagione influenzale si registra storicamente tra la fine di dicembre e febbraio, ma il periodo può cambiare da un anno all’altro. Non è possibile prevedere con certezza quando si verificherà il picco della stagione 2026-2027.
Si può prendere l’influenza anche dopo essersi vaccinati?
Sì. Il vaccino non impedisce sempre il contagio, ma riduce il rischio di forme gravi e complicanze. La protezione può variare in base all’età, alle condizioni individuali e alla corrispondenza tra i virus circolanti e quelli inclusi nel vaccino.
Il freddo fa venire l’influenza?
No, l’influenza è causata da virus. Tuttavia, durante i mesi freddi trascorriamo più tempo in ambienti chiusi e poco ventilati, condizioni che possono favorire la trasmissione dei virus respiratori.
L’influenza si cura con gli antibiotici?
No. Gli antibiotici agiscono contro i batteri e non contro i virus. Vengono utilizzati soltanto quando il medico diagnostica o sospetta una complicanza batterica.
Quanto tempo si resta contagiosi?
Gli adulti possono trasmettere il virus già dal giorno precedente alla comparsa dei sintomi e generalmente fino a circa cinque giorni dopo. Nei bambini e nelle persone immunodepresse il periodo può essere più lungo.
È possibile vaccinarsi anche a novembre?
Sì. La vaccinazione può essere effettuata anche dopo l’inizio della stagione influenzale. Il Ministero della Salute raccomanda di offrire il vaccino alle persone eleggibili durante tutta la stagione, anche a chi si presenta in ritardo rispetto all’avvio della campagna.
