(Foto Ansa)
Il Papa è tornato in Sudamerica. Vi resterà 12 giorni (6-17 novembre). Un viaggio apostolico in tre Paesi: Uruguay, Argentina, Perù. Programma intenso: oltre 30 mila km, 14 località, macchine, aerei, elicotteri, più di 50 appuntamenti, quaranta discorsi. Una avventura. Una sfida calcolata e voluta. Anche coraggiosa se si pensa che lo scorso 13 ottobre è stato operato al Policlinico Gemelli (tumore maligno del polmone, tre ore in sala operatoria, dimesso dopo circa muna settimana con l’ok stiracchiato della equipe medica).
Papa Prevost non ha mai pensato di rinunciare al viaggio come ha detto venerdì, durante ii volo, agli 82 giornalisti che lo accompagnavano. Mai neanche un fugace ripensamento sulla opportunità di effettuare la trasferta oltreoceano.
Prima tappa a Montevideo
La capitale dell’Uruguay è stata raggiunta dopo un volo di 13ore mezza da Roma. Ad accoglierlo nella capitale uruguaiana – uno dei Paesi più laici dell’America Latina – una folla di circa 30.000 persone. I fedeli e i presenti hanno scandito: “Papa Leone, l’Uruguay è con te”.
Il Pontefice è apparso in buone condizioni e sorridente durante la cerimonia ufficiale in Piazza Indipendencia. Va segnalato che, sull’aereo verso Montevideo Papa Leone, incontrando la stampa, ha avuto una battuta cristallina letta come sollievo per gli USA: “Sono fiero di essere americano e di avere esercitato il diritto di voto”.
Il Pontefice, primo nella storia ad avere inviato la scheda di voto al suo Paese, ha sottolineato questa sua dichiarazione con visibile soddisfazione. Ha chiuso la prima giornata in Uruguay con i Vespri nella cattedrale di Montevideo dove ha invitato i fratelli Vescovi di tutto il mondo a promuovere, nelle loro diocesi, giornate di preghiera e di digiuno per l’incremento delle vocazioni “al sacerdozio e alla vita consacrata”.
Non ha mancato poi di accennare all’intervento chirurgico del 13 ottobre. Ha detto: “Questa esperienza mi porta a pensare ai tanti uomini e donne che non dispongono dei mezzi necessari per ottenere una diagnosi tempestiva o ricevere le cure di cui hanno bisogno. Garantire che la assistenza sanitaria sia alla portata di ogni persona, indipendentemente dalle sue risorse, è una responsabilità che interpella l’intera società”.
Al presidente dell’Uruguay ha espresso il suo ringraziamento “per il suo forte impegno a favore dell’umanità”.
Il messaggio di Mattarella
In risposta al messaggio del Papa inviatogli alla vigilia del viaggio, Sergio Mattarella ha ringraziato il Pontefice dicendo: “È per gli italiani e per me personalmente una grande gioia sapere che Ella effettuerà questo lungo e molto atteso pellegrinaggio in America Latina. Sono certo che questo viaggio Apostolico, per i messaggi che recherà e per la determinazione e la perseveranza con le quali la Santità Vostra se ne farà promotore, susciterà vaste speranze e sarà di ispirazione non solo per gli amici popoli di quel Continente, ma per il mondo intero”.
Visita alla città di Paysandú
Nel secondo giorno di visita in Sud America, il Pontefice ha fatto tappa in una delle città più popolose del Paese caratterizzata da una presenza importante di immigrati italiani. Al ritorno a Montevideo ha ricevuto le chiavi della città. Giornata conclusa con la veglia di preghiera allo stadio del Centenario. Domenica pomeriggio il Papa si trasferirà in Argentina dove resterà fino all’11 novembre. Ultima tappa in Perù.
