(Foto Ansa)
Donald Trump sostiene che i negoziati per porre fine alla guerra tra Russia e Ucraina stiano registrando progressi significativi e si dice fiducioso sulla possibilità di raggiungere un accordo che coinvolga anche l’Europa. “Stiamo facendo molti progressi con la Russia e l’Ucraina”, ha dichiarato il presidente americano, rivelando di aver avuto alcuni colloqui telefonici e di avere in programma nuovi incontri lunedì e martedì. “Per la prima volta Russia e Ucraina vogliono raggiungere un accordo. Sarà un’intesa molto importante, che coinvolgerà l’Europa”, ha aggiunto.
Intanto continuano gli attacchi
Sul terreno, tuttavia, i combattimenti proseguono. Nella notte tra il 6 e il 7 novembre, la Russia ha lanciato una nuova ondata di attacchi missilistici contro Kiev, con almeno tre raid balistici segnalati sulla capitale. Le esplosioni sono state udite anche nelle aree periferiche della città. Secondo il sindaco Vitali Klitschko, il bilancio provvisorio è di due feriti. I bombardamenti hanno colpito anche infrastrutture energetiche nelle regioni di Kiev e Žytomyr, aggravando le difficoltà nell’approvvigionamento elettrico della capitale. “La situazione energetica è estremamente difficile”, ha riferito Klitschko su Telegram. Danneggiato anche il Ponte del Nord, sul quale sono in corso verifiche per stabilire l’entità dei danni.
L’Ucraina ha risposto colpendo diversi obiettivi sul territorio russo. Secondo The Kyiv Independent, nella notte sono stati attaccati siti nelle regioni di Oryol, Saratov e Rostov. A Saratov un incendio è divampato in una raffineria di petrolio dopo un raid con droni, mentre diverse persone sarebbero rimaste ferite, secondo il governatore regionale Roman Busargin. Un altro vasto incendio è stato segnalato nei pressi dello stabilimento militare Almaz, a Rostov, dove le fiamme sono state successivamente domate. Esplosioni sono state registrate anche a Belgorod, con almeno un ferito secondo l’agenzia russa Ria Novosti.
Zelensky: “Non vogliamo Yalta 2”
Sul fronte diplomatico, Volodymyr Zelensky ha espresso preoccupazione per le ipotesi di accordo discusse dall’amministrazione americana. In un’intervista alla Cnn, il presidente ucraino ha ribadito che Kiev non accetterà intese che escludano il Paese dalle decisioni sul proprio futuro. “Siamo tutti in Europa. Non vogliamo Yalta 2. Non vogliamo essere divisi dalla Russia”, ha dichiarato, facendo riferimento alla conferenza del 1945 che ridisegnò gli equilibri europei tra le potenze vincitrici della Seconda guerra mondiale. Secondo Zelensky, la priorità deve essere prima porre fine alla guerra, poi definire le garanzie di sicurezza per l’Ucraina e soltanto successivamente affrontare quelle per la Russia.
