Alessio Vinci precipitato da una gru a Parigi. Una prof: “Soffriva molto la mancanza della mamma”

di redazione Blitz
Pubblicato il 21 gennaio 2019 13:37 | Ultimo aggiornamento: 21 gennaio 2019 13:37
Alessio Vinci precipitato da una gru a Parigi. Una prof: "Soffriva molto la mancanza della mamma"

Alessio Vinci precipitato da una gru a Parigi. Una prof: “Soffriva molto la mancanza della mamma”

PARIGI – Soffriva molto la mancanza della mamma Alessio Vinci, lo studente di Ventimiglia trovato morto in un cantiere a Parigi, dopo essere precipitato da una gru. A rivelarlo sono alcuni messaggi lasciati su Facebook dopo la tragedia.

In particolare quello di una sua insegnante delle medie, Anna Maria Giovannelli che lo ricorda così: “Eri un ragazzo e un allievo modello, educato, umile e sensibile, buono e rispettoso con tutti. Voglio ricordarti felice quando giocavi con i tuoi compagni. Ti mancava la mamma, soffrivi in silenzio. Ho cercato di volerti bene come tutti i miei colleghi, le bidelle e tutti i tuoi compagni. Credimi, era davvero facile volerti bene. Ero contenta di averti ritrovato su Facebook e mai più avrei potuto immaginare di ritrovarmi qui a darti l’ultimo saluto”.

Inquietudine la lascia anche una frase tratta da un commento sul profilo Instagram. Mario, un amico, scrive: “Un altro fratello in cielo ‘ucciso’ dalle donne, riposa in pace”.

Una tragedia inspiegabile per il professore Giuseppe Monticone, preside del Liceo Scientifico Aprosio, di Ventimiglia, dove Alessio si era diplomato, in anticipo di un anno, con 100 e lode, dopo aver frequentato il quarto e quinto anno assieme ed essere stato ammesso alla facoltà di Ingegneria Aerospaziale del Politecnico di Torino, piazzandosi trai primi 40 candidati.

Il preside Monticone lo descrive come uno “studente solare, capace di entrare in relazione con i compagni. Siamo davvero sgomenti”. Secondo le testimonianze che arrivano dalla scuola, pare che Alessio non abbia mai mostrato cenni di cedimento emotivo. “Non abbiamo elementi – dice Monticone – che possano far pensare a un disagio. Con i compagni scherzava e rideva sempre”.

Eppure al momento l’ipotesi più accreditata è che lo studente modello si sia lasciato cadere nel vuoto volutamente. Al nonno Enzo, col quale conviveva fin da piccolo, da quando a 5 anni aveva perso la mamma, ha scritto l’ultimo messaggio: “Sei stato il nonno migliore, un grande esempio“. Resta da capire perché, se è questo il caso, sia andato fino a Parigi per portare a termine il suo tragico intento.