Carcere Ucciardone Palermo cambia nome: intitolato al maresciallo Di Bona, ucciso dalla mafia

di Redazione Blitz
Pubblicato il 9 gennaio 2018 5:19 | Ultimo aggiornamento: 8 gennaio 2018 14:44
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Carcere Ucciardone Palermo cambia nome: intitolato al maresciallo Di Bona, ucciso dalla mafia

PALERMO – Con la scopertura della targa da parte della moglie Rosa Cracchiolo e dei figli Giuseppe, Alessandro e Ivan, da oggi il carcere palermitano dell’Ucciardone è intitolato al maresciallo degli agenti di custodia Calogero Di Bona, ucciso dalla mafia il 28 agosto 1979. Sulla targa, posta sulla facciata dell’ingresso dell’edificio, il capo Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, Santi Consolo, ha deposto una corona di alloro.

“L’intitolazione è un’affermazione di verità e giustizia – ha detto Consolo – Va ricordato che magistrati valorosi come Rocco Chinnici da subito capirono la valenza aggressiva di quell’omicidio e indagarono e poi, grazie alle acquisizioni successive, si è arrivati a una verità storica che è stata consacrata anche con riconoscimenti al merito quale la medaglia d’oro consegnata dal presidente della Repubblica. Il ruolo nell’amministrazione penitenziaria non è facile, ed è particolarmente rischioso – ha aggiunto – E allora, se veramente vogliamo rendere giustizia fino in fondo e onorare la memoria di chi ha perso la vita, dobbiamo impegnarci affinché l’esecuzione penale sia anche sicura: questo significa più videosorveglianza e automazione nelle aree libere”.

Ai familiari del maresciallo, la moglie e i tre figli, è stata consegnata una pergamena che motiva così l’intitolazione: “Pur consapevole del grave rischio personale, con fermezza e abnegazione improntava la propria attività lavorativa a difesa delle istituzioni e contro le posizioni di privilegio tra i reclusi. Per tale coraggioso comportamento fu vittima di un sequestro culminato in un omicidio”. Presenti alla cerimonia, tra gli altri, il provveditore regionale dell’amministrazione giudiziaria per la Sicilia Gianfranco De Gesu, il prefetto Antonella De Miro, il sottosegretario alla Salute Davide Faraone, l’assessore regionale all’Economia Gaetano Armao e la direttrice del carcere Rita Barbera.