Cesare Battisti racconta l’arresto in Bolivia. “Gli agenti brasiliani mi hanno consegnato agli italiani”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 15 marzo 2019 13:29 | Ultimo aggiornamento: 15 marzo 2019 13:29
Cesare Battisti racconta l'arresto in Bolivia. "Gli agenti brasiliani mi hanno consegnato agli italiani"

Cesare Battisti racconta l’arresto in Bolivia. “Gli agenti brasiliani mi hanno consegnato agli italiani”

ROMA – Si stava imbarcando, dopo l’arresto in Bolivia, salendo “la scaletta” di un aereo “della polizia federale brasiliana”, dopo essere stato preso in carico da “sette agenti” brasiliani, ma poi “c’è stato un conciliabolo” tra loro e gli agenti boliviani e alla fine l’aereo brasiliano è ripartito “senza di me” e sono poi arrivati i poliziotti italiani. Così Cesare Battisti nel primo verbale reso ieri nel carcere di Oristano, dopo la latitanza durata quasi 40 anni, ha raccontato la sua “consegna”.

Battisti, infatti, è stato sentito ieri nel carcere di Oristano dal magistrato di Sorveglianza di Cagliari, in vista dell’incidente di esecuzione che si terrà lunedì prossimo davanti ai giudici della Corte d’Assise d’appello di Milano.

“Mi sono recato in Bolivia nel dicembre 2018 per incontrare dei colleghi per il progetto di un libro”, ha spiegato Battisti. 

“Le modalità riferite dal detenuto – ha spiegato l’avvocato Davide Steccanella, che lo assiste col legale Gianfranco Sollai – trasferito praticamente sulla pista di decollo dell’aeroporto da un aereo brasiliano ad uno italiano, confermano che si è trattato di una mera consegna diretta alla polizia italiana di soggetto estradato dal Brasile. Si impone – ha aggiunto – quindi l’applicazione di quell’estradizione, perché non penso che lo Stato italiano possa eseguire una pena nei confronti di chi è stato condannato per avere violato la legge, senza a sua volta rispettarla”.

Nelle scorse settimane, infatti, la difesa di Battisti ha depositato un’istanza di commutazione della pena dall’ergastolo a 30 anni, proprio sulla base dell’unico accordo di estradizione valido, secondo i difensori, ossia quello tra Italia e Brasile (nel Paese sudamericano non è previsto il carcere a vita). Da qui l’incidente di esecuzione e le dichiarazioni di ieri dell’ex terrorista ai magistrati per ricostruire i momenti della sua consegna all’Italia.

(fonte Ansa)