Coronavirus, Locatelli (Css): “Fermata la diffusione al centro sud. Ora al via call per test sierologici”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 17 Aprile 2020 19:25 | Ultimo aggiornamento: 17 Aprile 2020 19:25
Coronavirus, Locatelli (Css): "Fermata la diffusione al centro sud. Ora al via call per test sierologici"

Coronavirus, Locatelli (Css): “Fermata la diffusione al centro sud. Ora al via call per test sierologici” (foto ANSA)

ROMA – “Essere riusciti a impedire la diffusione del contagio nelle regioni del centro sud è un dato ormai solidamente corroborato dall’evidenza dei numeri: anche oggi ben 13 tra Regioni e Province autonome hanno un numero di decessi inferiore a due cifre, addirittura due regioni senza casi fatali”. Sono le parole di Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità, nella conferenza stampa odierna della Protezione Civile.

Locatelli ha aggiunto che “nelle prossime ore verrà resa nota una call per tutte le aziende che ritengono di avere i test sierologici” che rispondono ai requisiti indicati dal governo. Il presidente del Css ha sottolineando che la Call “sarà aperta per 5 giorni”. Subito dopo, ha aggiunto, “un panel identificato dal commissario Arcuri, con competenze tra loro complementari, procederà all’identificazione del test” che verrà poi somministrato ad un campione di 150mila persone.

Indice di contagiosità sceso sotto l’1

“L’ ‘R con zero’ è già sotto il valore di 1, ora è attorno allo 0,8” ha inoltre spiegato Locatelli sottolineando che in questi giorni l’indice di contagiosità si attesta tra lo 0,83 e lo 0,78. Per mantenerlo su questi livelli, e farlo scendere ancora, ha aggiunto, “dobbiamo impiegare 5 strumenti: contact tracing, uso tamponi, dispositivi di protezione individuale, permanenza dei Covid hospital, implementazione dell’efficacia della medicina territoriale”. E, “aggiungo la responsabilità dei comportamenti individuali”.

Infine parlando dell’app di contact tracing (Immuni) Locatelli ha sottolineato che “rappresenta uno strumento di potenziale utilità” perché “fornirà strumenti per essere più mirati nella conduzione della ricerca” con i tamponi.