Coronavirus, dopo Milano Roma: assalto ai pullman in fuga verso il Sud. Nessun controllo

di redazione Blitz
Pubblicato il 11 Marzo 2020 14:09 | Ultimo aggiornamento: 11 Marzo 2020 14:09
Coronavirus, dopo Milano Roma: assalto ai pullman in fuga verso il Sud. Nessun controllo

Coronavirus, dopo Milano Roma: assalto ai pullman in fuga verso il Sud. Nessun controllo (Foto Ansa)

ROMA – Dopo Milano, Roma. L’assalto ai pullman per tornare in Campania, Abruzzo, Calabria e Molise è scattato la mattina di martedì 10 marzo, poche ore dopo l’annuncio della decisione del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, di estendere a tutta Italia le misure di contenimento del coronavirus applicate in Lombardia e 14 province. 

Come a Milano sabato sera, nella Capitale stesso copione: molti di coloro che sono in città solo per motivi di lavoro hanno fatto i bagagli diretti ai paesi d’origine. Cosa però vietata, a parte le eccezioni previste dal decreto del presidente del Consiglio dei ministri. 

Come racconta il Messaggero, l’autostazione Tibus alla Tiburtina è stata presa d’assalto. Qui le autocertificazioni (obbligatorie secondo il dpcm 8 marzo 2020) non sono pervenute, scrive il quotidiano romano: nessuno le ha chieste ai passeggeri.

E questo, secondo quanto scrive il Messaggero, sarebbe accaduto anche nel pomeriggio, diverse ore dopo l’annuncio di Conte: “Sul piazzale oltre alla vigilanza privata, che non è tenuta a svolgere questa mansione, non c’era l’ombra di un agente di polizia, carabiniere, vigile urbano”, scrive il quotidiano.

Da oggi, 11 marzo, dovrebbero scattare effettivamente i controlli. Non solo nelle stazioni ferroviarie, ma anche in locali e palestre. 

Non solo: anche chi si muove in città, scrive il Messaggero, dovrà dimostrare di farlo per lavoro o per altre reali necessità, se fermato ad un controllo. E questo a prescindere dal mezzo usato: l’auto, l’autobus, la bicicletta. Anche a piedi. 

I trasgressori possono essere denunciati per violazione del decreto e, se positivi al coronavirus, essere arrestati. (Fonte: Il Messaggero)