Doina Matei è libera: 12 anni fa uccise Vanessa Russo in metro con l’ombrello

di Daniela Lauria
Pubblicato il 26 Giugno 2019 10:49 | Ultimo aggiornamento: 26 Giugno 2019 10:49
Doina Matei è libera: 12 anni fa uccise Vanessa Russo in metro con l'ombrello

Doina Matei è libera: 12 anni fa uccise Vanessa Russo in metro con l’ombrello

ROMA – Sono trascorsi 12 anni da quando Doina Matei, romena di 21 anni all’epoca, al culmine di una banale lite per uno spintone infilò un ombrello nell’occhio di Vanessa Russo, 23 anni di Fidene. Il delitto si consumò sulla banchina della metropolitana di Roma Termini. Oggi Doina è una donna libera: condannata in via definitiva nel 2010 dalla Cassazione, ha finito di espiare la sua pena.

Secondo quanto riporta il Corriere della Sera, nelle pagine della cronaca di Roma, “ieri mattina il magistrato di sorveglianza del Tribunale di Venezia ha firmato l’atto con cui ha certificato il fine pena”. Con quattro anni di anticipo, dato che la condanna definitiva era a 16 anni. Doina Matei, oggi 33enne, ha ottenuto lo sconto, precisa il Corriere, “grazie alla buona condotta che le ha consentito di guadagnare 45 giorni ogni sei mesi dal momento del suo ingresso in carcere”.

Aveva già ottenuto la semilibertà nel 2016, quando pubblicò su Facebook le foto in cui appariva felice e sorridente, al mare. Di giorno lavorava in una cooperativa, la sera rientrava a dormire nel carcere della Giudecca. Quelle foto le costarono la revoca della misura alternativa. 

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“Ora vuole solo essere dimenticata”, dice il suo avvocato Carlo Testa Piccolomini. Era il 26 aprile 2007 quando Doina Matei incrociò nel tunnel della stazione metro Termini Vanessa Russo. Avvertì una spinta e per tutta risposta brandì l’ombrello contro la ragazza romana infilandoglielo nell’occhio. La punta dell’ombrello trapassò il bulbo, raggiunse il cervello e tranciò un’arteria. Vanessa morì dopo un giorno di agonia in ospedale. Doina fu arrestata qualche giorno dopo e condannata a 16 anni di carcere per omicidio preterintenzionale.

Al processo Doina si è sempre difesa spiegando che non era sua intenzione uccidere. In un racconto premiato durante un concorso letterario a Firenze, intitolato La ragazza con l’ombrello, scritto a quattro mani con la giornalista Franca Leosini, si legge: “Quando tornerò nel mondo il mio primo appuntamento sarà nuovamente con la morte: la prima cosa che farò sarà andare al cimitero di Prima Porta sulla tomba di Vanessa. Lo devo, lo voglio, voglio stare vicina al mio angelo custode, a cui un destino tragico mi ha unita per sempre”. (Fonte: Corriere della Sera)