Domenico Maurantonio, morto 2 ore prima per il medico. Giallo sui messaggi

di Redazione Blitz
Pubblicato il 22 Giugno 2015 13:34 | Ultimo aggiornamento: 22 Giugno 2015 13:35
Domenico Maurantonio, morto 2 ore prima per il medico. Giallo sui messaggi

Domenico Maurantonio

ROMA – Domenico Maurantonio, il ragazzo morto dopo esser precipitato dal quinto piano di un albergo di Milano il 10 maggio scorso mentre era in gita con la scuola, sarebbe morto due ore prima di quanto stabilito fino ad ora dalle indagini. Lo rivela il medico legale dopo ulteriori analisi. Un elemento che cambia tutto se così fosse. Ora rimane da stabilire chi, alle 5:30 di quella mattina, abbia inviato un messaggio Whatsapp dal suo cellulare.

Il medico legale fornirà nuovi elementi in un incontro con gli inquirenti. Il ragazzo non aveva con sé il cellulare al momento della caduta, la cui ora era stata stabilita in base all’ultimo messaggio inviato: quindi tra le 5:30 e le 7:30, quando i compagni si sono svegliati e accorti della sua assenza.

Secondo l’avvocato della famiglia Maurantonio il nuovo riscontro del medico legale potrebbe gettare nuova luce sul mistero fitto che avvolge la morte del 19enne. I genitori del ragazzo, ascoltati dai pm cotinuano a negare che lui avesse mai mostrato intenzioni suicide. Infruttuosi fino a questo momento gli interrogatori ai compagni di classe.

“Al momento non ci sono prove che sia stato davvero Domenico Maurantonio a mandare un messaggio dal proprio telefono alle 5.30 circa di quella mattina”. A parlare su Repubblica è Eraldo Stefani, avvocato fiorentino esperto in indagini difensive, legale dei genitori di Domenico Maurantonio.

“Se non è certo che sia stato Domenico a mandare quel messaggio – continua l’avvocato – lascia intendere che l’ora della morte possa essere anche precedente alle 5.30. Si colloca genericamente fra le 3.30 e le 6.30”. Potrebbe essere stato qualcun altro, e non Domenico, a mandare un messaggio dal telefono del giovane dopo che lui era già morto. Una versione che non trova riscontro nelle indagini.

“Mi rendo conto che l’ipotesi possa sembrare inquietante – dice il legale – ma al momento non si può escludere che qualcuno abbia usato il telefono di Domenico dopo la sua morte. Così come non possiamo affermare con assoluta certezza nemmeno che il ragazzo fosse vivo nel momento in cui è caduto dalla finestra”.