Fredy Pacini: “Il ladro aveva il piccone, ho sparato alle gambe. Ho la coscienza a posto”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 29 novembre 2018 9:26 | Ultimo aggiornamento: 29 novembre 2018 9:26
fredy pacini

Fredy Pacini: “Il ladro aveva il piccone, ho sparato alle gambe. Ho la coscienza a posto”

AREZZO – “Quell’uomo è morto e ho il cuore spezzato ma sono tranquillo con la mia coscienza. Ho avuto paura d’essere ammazzato e non avrei mai sparato per salvare le mie biciclette”.

Sono le parole di Fredy Pacini, il gommista di 57 anni che nella notte di mercoledì 28 novembre, ha vissuto momenti drammatici nella sua azienda a Monte San Savino, quando l’ennesimo tentativo di furto è finito nel sangue con la morte di uno dei malviventi, un 29enne moldavo.

“Quando mi sono alzato dal letto, svegliato dal rumore della vetrata infranta, ho capito che ci stavano provando ancora una volta e ho preso la pistola. Allora mi sono affacciato alle scale e l’ho visto. Lui era già entrato nel magazzino, aveva il piccone in mano, lo brandiva come un’arma, aveva il volto coperto da un passamontagna” ha ricordato il gommista ricostruendo l’accaduto.

“Ho puntato l’arma verso il malvivente con il piccone, ma ho avuto la sensazione che quell’uomo volesse raggiungermi. Era spavaldo, pericoloso. Allora ho mirato alle gambe e ho sparato” ha aggiunto.

Pacini, che ora è indagato per eccesso di legittima difesa, credeva di averlo solo ferito, invece due proiettili hanno raggiunto il ladro alla coscia e al ginocchio della gamba sinistra, uccidendolo.

“Ho sparato dall’alto verso il basso e quando ho visto il ladro fuggire dalla finestra credevo di non averlo colpito. Quando sono uscito per vedere se i ladri fossero davvero fuggiti, dopo aver avvertito i carabinieri, ho visto invece quel corpo riverso a terra” ha sottolineato Pacini che da tempo trascorreva le notti nella sua azienda dopo essere stato vittima di ben 38 furti.

“Ha agito con legittima difesa a tutti gli effetti. Ovviamente è costernato e dispiaciuto per quanto accaduto ma è perfettamente tranquillo e con la coscienza a posto” ha confermato il suo legale,  l’avvocato Alessandra Cheli, aggiungendo: “L’indagine è un atto dovuto e giusto perché c’è da accertare un fatto, ci sono delle indagini in corso. L’indagine è doverosa e si attendono le risultanze con assoluta serenità”.

“Ora preferisce il silenzio ma ci tiene a ringraziare tutti coloro che gli hanno espresso solidarietà e vicinanza” ha concluso i legale.