Giovanni Paolo II, due anni prima dell’attentato l’allarme dei servizi segreti britannici

di Caterina Galloni
Pubblicato il 2 Giugno 2020 7:51 | Ultimo aggiornamento: 1 Giugno 2020 17:59
Giovanni Paolo II, Ansa

Giovanni Paolo II, due anni prima dell’attentato l’allarme dei servizio segreti britannici (foto Ansa)

ROMA – Due anni prima dell’attentato a piazza San Pietro, i servizi segreti britannici avvertirono Papa Giovanni Paolo II che rischiava di essere ucciso.

La modalità: il cosiddetto ombrello bulgaro, con un meccanismo nascosto, in grado di sparare piccoli proiettili contenenti ricina, un potente veleno naturale.

Nel maggio 1981, il Pontefice sopravvisse all’attentato per mano di Mehmet Ali Agca. Era stato arrestato e in seguito aveva confessato.

Inizialmente aveva sostenuto che a progettare l’attentato era stato il servizio segreto sovietico in Bulgaria, guidato dal KGB. Marek Lasota, storico polacco, sostiene che i servizi segreti britannici, prima dell’attentato, avvertirono due volte il Papa del rischio di omicidio.

La straordinaria affermazione, rilasciata al Mail on Sunday si basa su un’intervista del 2007 con l’allora “ministro degli esteri” della Santa Sede, il cardinale Achille Silvestrini, deceduto nel 2019.

Raccontò come le spie britanniche, inizialmente temessero un omicidio con un ombrello bulgaro, il metodo usato per uccidere il dissidente bulgaro Georgi Markov sul ponte di Waterloo nel 1978. Il secondo avvertimento arrivò poco prima dell’attentato in Vaticano.

“Il cardinale mi aveva riferito che l’intelligence britannica, e altri, avevano avvertito il Vaticano di un imminente attentato contro il Papa”.

Aveva aggiunto che “i servizi segreti britannici nel 1979 avevano inoltre avvertito il Vaticano che durante la visita del Papa in Irlanda la sua vita era in pericolo”.

Lasota ha spiegato: “Il Cardinal Silvestrini mi ha confermato che i servizi vaticani erano a conoscenza delle azioni dei servizi d’intelligence sovietici e presero provvedimenti”.

Papa Giovanni Paolo II, morto nel 2005, era considerato una minaccia dagli stati del blocco sovietico, scrive il Daily Mail.

Nel 1990, è stato rivelato che il disertore del KGB Victor Ivanovich Sheymov, dieci anni prima aveva raccontato alla CIA come i russi avevano pianificato di uccidere il Pontefice.

La Bulgaria ha ripetutamente negato di avere un ruolo nell’attentato. Wladyslaw Bulhak, dell’Istituto polacco per la memoria nazionale, ha dichiarato:

“Ciò che sappiamo dagli archivi è che i sovietici, guidati da Mosca, consideravano Papa Giovanni Paolo II un pericolo significativo”.

“In America Latina stava diffondendo un messaggio anticomunista e di democratizzazione mentre la Russia stava cercando di creare il massimo dei problemi”.

“I nostri studiosi hanno concluso che il complotto era molto probabilmente opera dei bulgari attraverso Mosca”. (Fonte: Daily Mail).