Italia disoccupata Racconta la società

Pubblicato il 25 Marzo 2010 12:00 | Ultimo aggiornamento: 25 Marzo 2010 12:00

da: La Repubblica

Da un anno all´altro sono andati in fumo 428 mila posti di lavoro e la disoccupazione ha raggiunto quota 8,6 per cento. Mesi durissimi quelli del 2009: l´Istat ha messo in fila i numeri della crisi e ne è uscito il ritratto di un paese dove, sempre più spesso, chi non è occupato rinuncia a diventarlo. Diminuiscono i posti, aumenta il tasso di inattività. Messo a confronto l´ultimo trimestre dello scorso anno con il corrispondente periodo del 2008 il salto all´indietro è evidente: dopo quattordici anni di crescita, l´occupazione ha invertito la tendenza; dappertutto, ma in modo particolare nell´industria.

Il taglio ha colpito più i maschi che le femmine (anche perché quelle che lavorano erano già poche rispetto al resto dell´Europa), più il Sud che il Nord (anche se questa volta l´emorragia è stata più uniforme che nel passato).

Questo il quadro statistico: riferendosi alla media 2009 i posti perduti sono stati 380.000 (194 mila al Sud, 161mila al Nord, 25 mila nel Centro). Un crollo in parte limitato dall´aumento fra i lavoratori stranieri: il calo fra gli occupati italiani è stato infatti di 527 mila, mitigato dall´incremento di 147 mila i fra i migranti.
I primi a pagare sono stati i precari e i lavoratori «indipendenti» (meno 211 mila), più colpiti rispetto ai dipendenti (meno 171 mila ).

Oltre due terzi del calo è da riferire alla componente maschile (meno 274 mila posti), ma se gli uomini occupati sono scesi dal…

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