Migranti, Eurostat: in Italia richiedenti asilo 2014 +143%

di Patrizia Antonini (Ansa)
Pubblicato il 21 Marzo 2015 6:39 | Ultimo aggiornamento: 20 Marzo 2015 23:02
Migranti, Eurostat: in Italia richiedenti asilo 2014 +143%

Migranti, Eurostat: in Italia richiedenti asilo 2014 +143% (foto LaPresse)

(ANSA) – BRUXELLES – Una netta impennata. Nel 2014 i richiedenti asilo in Italia sono più che raddoppiati, con un incremento del 143% rispetto al 2013. Il maggior aumento di tutti i Paesi Ue (seguito da Ungheria 126%, e Danimarca, 105%), a fronte di una media europea del 44%. L’Italia è tra i primi tre Stati membri con più migranti in cerca di protezione, dopo Germania e Svezia. Tuttavia in rapporto alla popolazione è a 1,1 ogni mille, lievemente sotto la media europea di 1,2. Secondo Eurostat, l’ufficio statistico dell’Ue, il numero di richiedenti asilo nell’Unione, nell’anno appena trascorso ha toccato la cifra record di circa 626mila, facendo registrare un aumento del 44% rispetto al 2013, pari a 191mila persone in più.

Un terzo, 202.645 (32%), hanno fatto domanda in Germania. Seguono Svezia 81.180 (13%); Italia 64.625 (10%), Francia, 62.735 (10%) e Ungheria (42.775, 7%). In rapporto alla popolazione, il numero più alto si registra in Svezia (8,4 richiedenti ogni mille abitanti) seguita da Ungheria (4,3); Austria (3,3); Malta (3,2); Danimarca (2,6) e Germania (2,5). All’opposto, i tassi più bassi sono in Portogallo (0), Slovacchia (0,1) e Romania (0,1). La maggior parte dei richiedenti sono siriani (122.800), pari al 20% del totale. Il 60% di questi ha fatto richiesta principalmente in Germania (41.100) e Svezia (30.800). Afghanistan (41.300; 7%) e Kosovo (37.900; 6%) sono gli altri due principali Paesi di provenienza.

In Italia hanno presentato domanda soprattutto migranti provenienti dalla Nigeria (10.135; 16%), dal Mali (9.790; 15%) e dal Gambia (8.575; 13%). Sul fronte delle decisioni sulle richieste di asilo, in prima istanza circa il 45% sono state positive (i dati sono riferiti a 27 Stati membri su 28, perché quelli dell’Austria non sono disponibili): 162.770 su 359.795. Il numero più alto di ok in Germania, 40.560 su 97.275. Seguono la Svezia 30.650 su 39.905 e l’Italia 20.580 su 35.180. In Italia hanno ottenuto lo status 2.405 pakistani (12%); 2400 afghani (12%) e 2145 nigeriani (10%).

Intanto a Bruxelles prosegue il dibattito su una migliore gestione dei flussi migratori. In un passaggio delle conclusioni del vertice dei leader dei 28, si riconosce la necessità di “rafforzare” l’operazione Triton, ed il bisogno di uno “sforzo più concertato per aumentare il sostegno ai Paesi di origine e transito”. Per questo si guarda all’Agenda Ue sull’immigrazione, che la Commissione ha annunciato per metà maggio. Tra le ultime proposte italiane (ufficiosamente avanzata con alla riunione dei ministri dell’Interno Ue, della settimana scorsa), quella di “condividere il pesante fardello” con i “Paesi terzi che vogliono impegnarsi” in “operazioni ad hoc di sorveglianza in mare, e di ricerca e salvataggio”. Un coinvolgimento che secondo Roma dovrebbe “essere adeguatamente sostenuto dall’Ue, con finanziamenti e assistenza tecnica”, mentre gli Stati Membri, le agenzie europee e le organizzazioni internazionali come Acnur e Oim dovrebbero fornire la “propria expertise”. L’ipotesi è già stata “esplorata bilateralmente, anche se solo in termini generali con Egitto e Tunisia. Ma si auspica “un’azione diplomatica congiunta da parte dei principali Stati membri e dell’Ue”, che viene ritenuta cruciale”. .