Morsa da ragno velenoso, medici non lo riconoscono: rischia necrosi della gamba

di redazione Blitz
Pubblicato il 26 dicembre 2016 17:09 | Ultimo aggiornamento: 26 dicembre 2016 17:14
Morsa da ragno velenoso, medici non lo riconoscono: rischia necrosi della gamba

Morsa da ragno velenoso, medici non lo riconoscono: rischia necrosi della gamba

PORDENONE – Morsa da un ragno velenoso mentre dorme, rischia la necrosi della gamba, dopo una lunga trafila tra ospedali e guardie mediche. E’ accaduto a Prata di Pordenone, in Friuli Venezia Giulia.

Una giovane di 25 anni, racconta Valentina Silvestrini sul Gazzettino, una settimana fa si è svegliata con un forte dolore alla caviglia, simile a quello causato da una ustione, accompagnato da un ematoma rossastro sovrastato da vescicole e circondato da un’aureola arrossata.

Subito ha sentito un suo amico appassionato di ragni, che le ha spiegato che poteva trattarsi del morso di un ragno violino, o Loxosceles rufescens, unica specie di ragno velenoso presente in Italia.

La ragazza allora è andata alla guardia medica di Roveredo, dove è stata visitata dopo tre ore di attesa e da dove è uscita con la diagnosi di puntura di un non ben definito insetto. Dietro consiglio del medico, è andata al Pronto soccorso dell’ospedale di Pordenone. Qui è stata ricevuta con codice bianco dopo cinque ore di attesa: dalle 15: 30 alle 20:44, scrive il Gazzettino, per essere dimessa un quarto d’ora dopo.

Racconta il quotidiano veneto:

La diagnosi? Secondo il medico è un‘ustione riconducibile alla borsa dell’acqua calda che la ragazza ha tenuto nel letto per riscaldarsi. La venticinquenne viene dimessa, ma l’indomani l’ematoma è peggiorato: al rossore subentrano colori sempre più scuri e cresce la paura che il processo di necrosi sia iniziato. È ancora una volta l’amico a insistere e la giovane decide di farsi visitare di nuovo. Questa volta in Pronto soccorso a Portogruaro, dove le viene confermata la diagnosi di una generica puntura di insetto, ma almeno inizia la cura di antibiotici. Tuttavia il colore violaceo non accenna a scomparire.

Ancora una volta l’amico appassionato di ragni insiste e alla fine è lui stesso a presentarsi al pronto soccorso di Pordenone e a chiedere che l’amica sia visitata nuovamente e che venga contattato il Centro antiveleni di Pavia.

Finalmente il consulto con il Centro antiveleni conferma il morso di ragno e inizia la profilassi antibiotica preventiva. La giovane viene trattenuta per la notte e martedì viene dimessa. Ma l’estenuante attesa non è finita: solo a fine terapia antibiotica scoprirà se sarà necessario l’intervento o se il veleno necrotizzante abbia già intaccato tessuti.