Muore d’afa e di sole al lavoro nei campi vicino Andria

di redazione Blitz
Pubblicato il 3 agosto 2015 14:48 | Ultimo aggiornamento: 3 agosto 2015 14:48
Muore d'afa e di sole al lavoro nei campi vicino Andria

Muore d’afa e di sole al lavoro nei campi vicino Andria

TARANTO – E’ morta di afa e di sole nell’assordante silenzio delle campagne pugliesi. Il cuore di Paola, bracciante 49enne di San Giorgio Jonico, in provincia di Taranto, si è fermato la mattina del 13 luglio, sotto un tendone per l’acinellatura dell’uva. Otto giorni prima di Mohamed, il sudanese di 47 anni stroncato dal caldo in un campo di pomodori a Nardò, in provincia di Lecce. Ma sulla morte di Paola nessuno si è interrogato: l’hanno sepolta il giorno dopo senza che venisse disposto alcun accertamento.

A denunciarlo quasi un mese dopo è il segretario della Flai Cgil Puglia, Giuseppe Deleonardis:

“Era un lunedì – racconta il sindacalista – e Paola è uscita di casa sulle sue gambe, come tutte le notti, per andare a lavoro. È tornata in una cassa da morto. L’hanno sepolta senza autopsia e con il nulla osta del magistrato di turno. Il pm non si è recato sul posto perché, riferisce la polizia di Andria, il parere del medico legale è che si sia trattato di una morte naturale, forse un malore per il caldo eccessivo. Una morte che precede quella di Mohamed, ma intorno a questa storia non ci sono fiaccolate, proteste o cortei”.

Paola, spiega il sindacato, è una delle centinaia di donne che ogni anno, migrano da Taranto verso le campagne baresi per racimolare qualche euro sotto i tendoni. Scartano i chicchi più piccoli che impediscono agli altri di crescere, per fare più belli i grappoli dell’uva. Le pagano 27-30 euro a giornata, nonostante i contratti provinciali prevedono un salario di 52 euro.

Per 15 anni Paola ha lavorato nei campi, dall’alba al tramonto. Si alzava alle 2 e arrivava sui campi di Andria alle 5. Secondo quanto riportato dalla Cgil, pare che Paola non sia mai giunta in ospedale: il carro funebre l’avrebbe portata direttamente nella cella frigorifera del cimitero di Andria, dove il marito e i figli sono andati a salutarla ormai cadavere.

Si domanda Deleonardis:

“È stato rilasciato il referto del 118? È stata fatta l’autopsia? Ci sono dettagli che non quadrano. Le compagne di lavoro hanno riferito che la bracciante lamentava di stare male da giorni ed era comunque andata a lavoro. Il decesso sarebbe avvenuto alle 8 del mattino. Bisogna precisare che non risultano al momento aperte indagini sulla vicenda. Il fascicolo, trasmesso in Procura, sarebbe stato archiviato”.