Napoli, Eduardo Estatico muore in ospedale. La famiglia: “Ha atteso sei ore per una visita”

di redazione Blitz
Pubblicato il 11 febbraio 2019 7:09 | Ultimo aggiornamento: 11 febbraio 2019 8:29
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Napoli, Eduardo Estatico attende sei ore per una visita e muore in ospedale (foto Ansa)

NAPOLI – Riflettori di nuovo accesi sulla sanità napoletana. Questa volta in primo piano è la vicenda di un 72enne, morto sabato 9 febbraio nell’ospedale San Paolo: indagini sono state avviate dalla Polizia per il decesso di Eduardo Estatico, avvenuto alle 21 nel pronto soccorso del nosocomio di Fuorigrotta e per il quale i familiari hanno presentato una denuncia, riferendo che l’uomo si trovava nel nosocomio dalle 14.30 (in codice giallo) per dolori addominali, quindi sei ore dopo un’interminabile attesa.

Secondo quanto ricostruito dalla Polizia, anche sulla base della denuncia, l’uomo era stato portato nello stesso ospedale tre giorni fa con gli stessi sintomi ed era stato dimesso dopo alcuni accertamenti. Il pm ha disposto il sequestro della cartella clinica e l’autopsia. In attesa degli esiti dell’indagine interna che partirà oggi, lunedì 11 febbraio, fonti dell’ospedale confermano che quattro giorni fa l’uomo era stato portato nel nosocomio, ma era stata indicata la necessità del ricovero e aveva rifiutato. L’uomo era giunto di nuovo in ospedale in codice rosso sabato e si era evidenziata la necessità di un intervento chirurgico urgente.

Una vicenda che genera nuovi interrogativi sull’efficienza del sistema sanitario e che provoca dolore e amarezza nei familiari di Estatico: “Non chiediamo niente, solo giustizia; denunciamo l’indifferenza che abbiamo trovato in quella azienda, in quell’ospedale” afferma il figlio Salvatore che aggiunge: “Non si può tenere una persona 6 ore ad aspettare che poi, in qualche modo, arrivi la morte. Non hanno fatto niente per evitarlo”. Accuse gravi.

Dice il neo commissario straordinario della Asl Napoli 1 Centro, Ciro Verdoliva: “Ho chiesto al direttore sanitario del Presidio ospedaliero San Paolo una dettagliata relazione per ricostruire i fatti. Il dottor Ferrara ci sta già lavorando estraendo i dati informatici sia per verificare i tempi di attesa nel contesto di Pronto Soccorso sia i dati fattuali del percorso clinico-assistenziale, entro domani mi sarà trasmessa per le valutazioni del caso e sarà a disposizione della Procura ove la richiedesse per le indagini”.

Dal canto suo, Francesco Emilio Borrelli, consigliere regionale dei Verdi e componente della Commissione Sanità, aggiunge: “Ancora una vicenda sulla quale fare necessariamente chiarezza. Ancora una volta il sequestro della cartella clinica e l’autopsia spiegheranno le ragioni di un decesso e diranno se le tante di ore di attesa e i dolori all’addome avrebbero dovuto richiedere un trattamento diverso. Scovare i responsabili, se ci sono, è sacrosanto. Tempestiva la richiesta di Verdoliva che vuole vederci chiaro. Si diano alla famiglia risposte sull’accaduto. Andare in ospedale non deve essere un terno al Lotto. In questi ultimi mesi sono diverse le morti su cui si sta indagando tra Napoli e provincia. Vengano identificati i responsabili e sanzionati i comportamenti scorretti”.