Novi Ligure, disabile per problemi alla nascita: un milione di euro alla famiglia dopo 12 anni

di Redazione Blitz
Pubblicato il 11 maggio 2018 16:17 | Ultimo aggiornamento: 11 maggio 2018 16:17
Novi Ligure, risarcimento alla famiglia per bimbo disabile dopo nascita

Novi Ligure, disabile per problemi alla nascita: un milione di euro alla famiglia dopo 12 anni

ALESSANDRIA – Ha avuto una sofferenza alla nascita e ha riportato una tetraparesi spastica. Dopo 12 anni, la Asl è stata condannata a pagare un risarcimento da 1 milione di euro alla famiglia. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui, Ladyblitz – Apps on Google Play] Il cordone ombelicale del piccolo si è attorcigliato intorno al collo provocando un arresto cardiaco nell’ospedale di Novi Ligure, una situazione che secondo i periti sarebbe stata evitata con un parto cesareo.

Carlotta Rocci su Repubblica scrive che l’accordo per il risarcimento è stato raggiunto davanti al giudice tra l’Asl e la famiglia del bambino, ma non è mai stata avviata una inchiesta penale poiché quando i genitori si sono mossi per avere giustizia i termini della prescrizione erano già scattati:

“Quando il bambino nacque nel reparto di ginecologia e ostetricia dell’ospedale alessandrino aveva il cordone ombelicale annodato intorno al collo ed è per questo che venne alla luce con un arresto cardiocircolatorio. I medici riuscirono a rianimarlo ma fu subito chiaro che quella sofferenza prenatale aveva lasciato segni permanenti. Nei giorni in cui il neonato rimase ricoverato in pediatria i medici si accorsero che non reagiva bene: non prendeva il latte e faticava a tenere gli occhi aperti. Nel giro di pochi giorni arrivò la terribile diagnosi: tetraparesi.

Le perizie di parte richieste dagli avvocati della famiglia hanno evidenziato “l’inadeguatezza dei trattamenti medico-assistenziali” ricevuti dalla mamma durante il parto: “Quei comportamenti furono la causa di gravi lesioni”. Un parto cesareo, secondo i periti, avrebbe evitato la sofferenza prenatale e la lunga assenza di ossigeno a cui è stato costretto il feto prima di nascere. La famiglia si è rivolta al tribunale civile anche se la vicenda non è andata a processo nemmeno questa volta: l’Asl di Alessandria e gli avvocati della famiglia si sono accordati sulla cifra del risarcimento”.

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