Nutella, truffa da 500mila euro. Indagate quattro persone

di redazione Blitz
Pubblicato il 23 Dicembre 2018 10:33 | Ultimo aggiornamento: 23 Dicembre 2018 10:33
Nutella, truffa da 500mila euro. Indagate quattro persone

Nutella, truffa da 500mila euro. Indagate quattro persone (foto archivio Ansa)

BOLOGNA – Un carico di Nutella da mezzo milione di euro è sparito nel nulla. Ma la banda accusata di aver architettato la maxi-truffa alla Ferrero è stata presa. 

Le indagini del nucleo investigativo dei carabinieri di Bologna hanno portato nei giorni scorsi tre uomini agli arresti domiciliari e una donna all’obbligo di dimora nel Comune di Napoli. L’operazione ha ricostruito i fili di una vicenda iniziata nel 2016, dando un nome e un volto ai rappresentanti di una società che entrò in trattativa con il gruppo di Alba.

Il primo contatto fu una mail con cui si chiedeva alla Ferrero il recapito di un venditore, per accordarsi su una fornitura di prodotti alimentari da portare a Bologna. Fu così che un acquisto da 100mila euro venne consegnato e regolarmente saldato e poco dopo furono prodotti documenti, poi risultati falsi, che dimostravano la solvibilità della società, apparentemente in attivo di oltre tre milioni.

Seguì allora un secondo ordine, più importante, da 500mila euro. Anche questa volta la Nutella, caricata su cinque camion, fu inviata e consegnata in un capannone in via Zanardi, nella periferia bolognese. Ma, diversamente dalla prima spedizione, gli assegni per pagare risultarono scoperti.

I funzionari della multinazionale chiesero allora spiegazioni al cliente che aveva dato riferimenti anche questi falsi: dopo essersi scusato per l’inconveniente, promise che avrebbe sistemato le cose in brevissimo tempo. Ma il pagamento non ci fu mai e quando si scavò più a fondo, cercando l’azienda di via Zanardi, si scoprì che a quell’indirizzo c’era un vecchio capannone chiuso e al telefono non rispondeva nessuno. Anzi, spuntarono anche altri creditori, come un benzinaio che aveva rifornito i tir e il proprietario dell’immobile.

Alla fine si è arrivati all’individuazione e all’iscrizione nel registro degli indagati di quattro persone. L’accusa per loro è di è associazione a delinquere finalizzata a truffa e ricettazione.