Omicidio Roberta Priore, Pietro Carlo Artusi si impicca in carcere: è in coma irreversibile

di Redazione Blitz
Pubblicato il 25 marzo 2019 12:20 | Ultimo aggiornamento: 25 marzo 2019 12:57
Omicidio Roberta Priore, Pietro Carlo Artusi si è impiccato in carcere (foto Facebook)

Omicidio Roberta Priore, Pietro Carlo Artusi si è impiccato in carcere (foto Facebook)

MILANO – Pietro Carlo Artusi, l’uomo di 48 anni che era in carcere con l’accusa di aver ucciso la compagna Roberta Priore, 53 anni, trovata morta martedì scorso nel proprio appartamento di Milano, si è impiccato alle sbarre della sua cella a San Vittore ieri sera ed è in coma irreversibile. Il 48enne aveva confessato il delitto davanti agli investigatori della Squadra Mobile e al pm.

Gli agenti della polizia penitenziaria lo hanno trovato con il lenzuolo intorno al collo e hanno chiamato immediatamente il 118. Arutisi è stato ricoverato all’ospedale San Carlo dove da questa mattina è stato dichiarato in coma irreversibile. Il corpo senza vita di Roberta Priore era stato trovato martedì nella sua abitazione di Milano. Dopo una notte di interrogatori, Artusi aveva confessato il delitto.

“Durante la deposizione era sconvolto, davvero molto provato – aveva spiegato il capo della Mobile milanese, Lorenzo Bucossi -. Ci ha detto che lunedì sera (il 18 marzo, ndr) sono andati a cena in un locale in zona Ortica, al tavolo avrebbero iniziato a litigare per motivi personali, sembra per una presunta gelosia nei confronti della Priore. La situazione è degenerata al punto che sono andati via ognuno per sé. Poco dopo sono rientrati in casa ed è ripresa la discussione. Artusi – aveva spiegato ancora Bucossi – dice che entrambi hanno assunto cocaina e che la donna lo ha aggredito lanciandogli oggetti. Ha ricostruito una scena scomposta in diversi momenti, a suo dire l’ha soffocata col cuscino per impedirle di urlare”. Fonte: Ansa.