Lo Yanez di Salgari? Esisteva e si chiamava Paolo Solaroli

Pubblicato il 7 luglio 2011 11:33 | Ultimo aggiornamento: 7 luglio 2011 11:33

Paolo Solaroli

ROMA – Nella vostra città c’è una via Paolo Solaroli? Il nome non dice niente ai più, eppure si tratta di un avventuriero arrivato a far fortuna persino in India negli anni del Risorgimento e tornato in Italia è stato anche un rivoluzionario. Per questo sarebbe l’uomo che ha ispirato lo Yanez di Sandokan, creatura letteraria di Emilio Salgari.

A Torino, al museo di scienze naturali, ci sono ancora la tigre e i 400 uccelli impagliati che portò dall’India al re Carlo Alberto. In India si diceva che fosse diventato un marajà, credenza non del tutto fondata eppure non così lontana dal vero. Nato nel 1796 a Novara in una famiglia modesta, Solaroli aveva iniziato come sarto. Nel 1821 prese parte ai moti rivoluzionari e dopo la sconfitta, come molti rivoluzionari dell’epoca, prese a girare l’Europa e il mondo in cerca di opportunità. Finì quindi in India, al servizio dell’anziana Begum, vedova del re di Sirdhanah e a capo dello stato indiano per anni. Si inserì nell’ambiente al punto da sposare la nipote più giovane della Begum.

In India dal 1831 riorganizzò l’esercito e divenne in sostanza un uomo chiave nella famiglia regnante. Pare anche gli piacesse disegnare personalmente le uniformi, a ricordo dei suoi inizi. Accumulò una fortuna all’estero tanto che alla sua morte la sua eredità rappresentò il terzo patrimonio più considerevole di Torino. Tornato in Italia la sua storia divenne famosa, sempre sospesa tra realtà e leggenda. Pare che Salgari quindi si sia ispirato a lui pe rla figura di Yanez.

Una recente pubblicazione di Confartigianato ha rivalutato la figura di Solaroli a cui è stato dedicato ance un convegno, organizzato dal discendente Carlo Alberto Solaroli.