Rebibbia, Bonafede sospende la direttrice del carcere e la sua vice dopo la tragedia

di redazione Blitz
Pubblicato il 19 settembre 2018 12:25 | Ultimo aggiornamento: 19 settembre 2018 12:25
Rebibbia, Bonafede sospende la direttrice del carcere e la sua vice dopo la tragedia

Rebibbia, Bonafede sospende la direttrice del carcere e la sua vice dopo la tragedia

ROMA – Sono state sospese la direttrice della casa circondariale femminile di Roma-Rebibbia, Ida Del Grosso e la sua vice, Gabriella Pedote. Lo ha stabilito il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede che ha disposto il medesimo provvedimento anche per il vice comandante del reparto di Polizia penitenziaria, Antonella Proietti.

Il pugno duro del guardasigilli è arrivato dopo i fatti avvenuti martedì 18 settembre tra le mura del carcere romano, quando una detenuta ha spinto i figlioletti dalle scale uccidendone una e ferendo gravemente l’altro. Da ieri, inoltre, è in corso un accertamento ispettivo da parte del Dap.

La tragedia si è consumata all’ora di pranzo nella sezione nido. La donna, tedesca di 31 anni reclusa dal 27 aprile per spaccio, ha aspettato che le altre detenute si mettessero in fila per il pranzo e si è avvicinata alle scale. Da lì ha scaraventato giù i suoi due figli: la bimba di 6 mesi è morta sul colpo, il fratellino di poco più di due anni è in prognosi riservata all’ospedale Bambin Gesù: ha un grave trauma da caduta con danno cerebrale severo.

La donna, nata in Germania ma di cittadinanza Georgiana, era già stata sottoposta in passato a un controllo medico dopo alcune segnalazioni e, stando a quanto appreso dall’Ansa da fonti interne al carcere, l’area sanitaria era stata informata di alcuni disagi psichici che avrebbe manifestato. Su questo aspetto ci sarebbero relazioni scritte, in particolare da parte degli agenti della polizia penitenziaria. Fino al tragico epilogo di un disagio che forse nessuno aveva compreso fino in fondo.

Il caso riporta con forza al centro del dibattito il tema dei bambini in carcere: “Senza speculare su una tragedia del genere, il punto è che va rivista la legge: i bambini non devono stare in carcere. Non ci sono scuse; anche il Papa ha manifestato la stessa convinzione”, ha detto il presidente della Consulta penitenziaria Lillo Di Mauro e responsabile della Casa di Leda, la prima casa protetta istituita in Italia per ospitare le mamme detenute con i loro bambini. Sulla stessa linea si sono levate le proteste bipartisan di numerosi esponenti politici.