Roma. Marabù fugge dal Bioparco: è caccia all’uccello

di Redazione Blitz
Pubblicato il 24 settembre 2014 12:38 | Ultimo aggiornamento: 24 settembre 2014 12:38
Roma. Marabù fugge dal Bioparco: è caccia all'uccello

Roma. Marabù fugge dal Bioparco: è caccia all’uccello

ROMA – Un marabù è fuggito dal Bioparco e ora vaga indisturbato nei cieli di Prati, quartiere di Roma, tra gli sguardi sbigottiti dei passanti che non riuscivano ad identificare l’animale. Un uccello che può raggiungere 1,5 metri di altezza e un’apertura alare di ben 3 metri e che difficilmente passerà inosservato.

Maria Lombardi sul Messaggero scrive che ilmarabùè fuggito dal Bioparco il 19 settembre e gli avvistamenti si moltiplicano:

“L’uccello avvistato dalle parti di piazza Mazzini prima e viale Giulio Cesare poi è un marabù. Come è finito a Roma questo gigante del cielo (tre metri di apertura alare, fino a uno e mezzo d’altezza) che ha origine africane, vive nella savana e appartiene alla famiglia Ciconidae? Semplice, è volato via dal Bioparco e adesso si nasconde su qualche albero, in città”.

Al Bioparco sono 3 gli esemplari ospitati:

“Sono tre gli esemplari di Leptoptilos crumeniferus (questo il nome scientifico) che vivono al Bioparco. Non vivono chiusi in una voliera ma liberi su un terreno protetto dal recinto, basta che gli vengano un poco accorciate le piume delle ali per ridurre la portanza e impedirgli la fuga in volo. Al marabù che se l’è filata forse le piume erano ricresciute un po’ troppo e ha trovato la spinta per sollevarsi da terra, scavalcare il recinto e raggiungere il cielo. Pare che sia già successo in passato che un altro esemplare si sia allontanato ma è stato in fretta ritrovato a Villa Borghese”.

Le ricerche, scrive la Lombardi, proseguono:

“C’è da dire che il marabù non ha un bell’aspetto anzi è piuttosto brutto con la testa e il collo senza piume, e passa pure per cattivo perché si nutre di carogne (ma c’è chi ne parla come un animale incompreso, teme l’uomo e non lo attacca). Quando non riesce a trovare carcasse di animali, può uccidere altri uccelli. Avendo un’apertura alare di quasi tre metri, si solleva in aria con agilità e può raggiungere altezze tali da essere quasi invisibile da terra. Si sa di marabù che sono arrivati a 4.000 metri di quota.

Li chiamano gli spazzini della savana ma adesso puliscono anche altrove, si vedono vicini alle discariche di città e villaggi. In Africa, non certo a Roma che adesso si ritrova alle prese con un nuovo e stranissimo mistero. Dove è finito il marabù fuggito dal Bioparco?”.