Casal Bruciato (Roma), tensioni per una casa assegnata a famiglia rom: “Vadano via”. M5s: “E’ loro diritto”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 6 maggio 2019 21:03 | Ultimo aggiornamento: 6 maggio 2019 23:47
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Roma, rom assediati a Casal Bruciato: proteste per l’assegnazione di una casa popolare.

ROMA – Torna l’intolleranza alla periferia di Roma contro i rom. Dopo le proteste di cittadini, animate da formazioni di estrema destra come Casapound e Forza Nuova a Torre Maura e Casalotti, oggi, 6 maggio, a Casal Bruciato, zona est della Capitale, i residenti sono scesi in strada contro l’assegnazione di una casa popolare ad una famiglia di nomadi proveniente dal campo La Barbuta. Anche in questo caso con gli abitanti c’erano militanti di Casapound.

“E’ stato assegnato un alloggio popolare a un nucleo familiare di 14 nomadi – spiega un referente di Casapound – Gli abitanti non li vogliono, hanno paura. Il sindaco di Roma pensa di risolvere l’emergenza dei campi nomadi abusivi sulle spalle dei cittadini. L’appartamento al centro della protesta si era liberato due settimane fa. Assegnataria era una signora ma ci vivevano i nipoti, che volevano riscattare l’immobile ma il Comune li ha bollati come occupanti abusivi”. “Qui non li vogliamo, perché devono stare in periferia?”, urlano intanto gli abitanti in strada negando di avere minacciato la famiglia nomade. E promettendo un presidio ad oltranza finché “non andranno via”.

Intanto la famiglia di rom è entrata nell’appartamento scortata dalla polizia. E si dice impaurita: “Abbiamo subito delle minacce. Ci sono queste persone qui sotto e non sappiamo come dobbiamo fare. Ci hanno detto che dobbiamo andare via e non possiamo stare qui. I bambini hanno paura”, prosegue l’uomo. “Ci hanno detto: ‘questa casa non è vostra’, ma questa casa ce l’ha data il comune”, continua Admir. L’uomo prosegue nel racconto delle minacce: “‘Vi facciamo menare’, ci hanno detto e ora i bambini hanno paura”. Poi il 40enne aggiunge: “Io vengo dalla Bosnia, come mia moglie, ma i miei figli sono tutti nati in Italia”.

Nonostante le proteste del quartiere, la minisindaca grillina del IV Municipio, fa sapere che “non abbiamo intenzione di piegarci alle strumentalizzazioni politiche e alle proteste”. La rotta, ha concluso, “​è quella della legalità”.

“È da ieri che girano le persone a cercare via Satta 20… Noi quando andiamo ad assegnazione ci danno solo la via con la metratura e basta, il numero civico lo abbiamo saputo questa mattina alle 9:30. Qualcuno già sapeva che questo appartamento sarebbe stato assegnato a una famiglia rom con questa tipologia di nucleo familiare”. A lanciare l’accusa è Patrizia, volontaria e operatrice interculturale dell’Opera nomadi, che questa mattina ha accompagnato la famiglia assegnataria nel proprio appartamento.

Secondo quanto riferisce la donna qualcuno avrebbe volontariamente fatto trapelare la notizia dell’assegnazione ad una famiglia rom: “Quando siamo saliti il dirimpettaio di casa parlava con una vicina e diceva che sapeva già da questa mattina alle 5 che sarebbero venuti. Allora io dico: chi ha fatto trapelare questa notizia? Non lo sapevo neanche io e gli assegnatari non conoscevano il numero civico dell’appartamento. Qualcuno – sottolinea Patrizia – ha fatto trapelare la notizia volontariamente per creare disagio agli abitanti, ai condomini e creare disagio alla famiglia rom che doveva prendere questo appartamento”. (fonte ANSA – VOX NEWS)