Roma, studente allontanato dall’aula occupata: “Sei leghista, qui non puoi stare”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 13 Novembre 2019 14:28 | Ultimo aggiornamento: 13 Novembre 2019 14:28
Roma, studente leghista allontanato da aula occupata a La Sapienza

Foto archivio ANSA

ROMA – Uno studente entra nell’aula professori occupata della facoltà di Scienze Politiche dell’università La Sapienza e viene cacciato perché “leghista”. A denunciarlo è un militante della Leg Abruzzo, che sostiene di essere stato allontanato dall’aula professori occupata dai collettivi. 

Brayn Perfetto, coordinatore della Lega Giovani di Pescara, scrive su Facebook: “Mentre visionavo su Google delle immagini sui caduti di Nassiriya sono stato interrogato insistentemente su cosa stavo visionando. Ho più volte detto che stavo studiando e non volevo essere disturbato. La risposta è stata: “lo sappiamo che sei un coordinatore della Lega” e altri frasi del tipo “a me del tricolore non me ne frega niente”.

I ragazzi gli avrebbero dato quindi del “fascista” e del “razzista”, chiedendogli di andarsene, prosegue Bryan: “Io ho controbattuto che essendo in un’aula studenti autogestita e libera, ritenevo che ogni studente avesse il diritto di accedervi e studiare a prescindere dalle proprie idee politiche e che con questo atteggiamento si stavano dimostrando antidemocratici loro”.

E continua: “Mi hanno ripetuto più volte, e varie persone, che uno della Lega non deve entrare in un aula politicamente schierata quando mi risulta che sia libera per gli studenti essendo un’università pubblica”. Alcuni ragazzi lo avrebbero difeso, però alla fine Perfetto scrive di aver preferito andare via. 

Luca Troccalini, coordinatore Lega Giovani, ha detto che chiederà un incontro al Rettore: “Un’istituzione libera non può permettere l’esistenza di aule occupate o di #centrisociali in cui si fa politica a spese dello Stato. Un’istituzione libera non può permettere questo clima di terrore. Un’istituzione libera non può permettere la censura a cielo aperto. Ci riferiamo ad episodi come questi quando denunciamo la presenza di un’allarmante egemonia culturale in questo Paese”. (Fonte Facebook e Il Messaggero)