Scala dei Turchi, sequestrata la scogliera e indagato il presunto proprietario. “Non è tutelata”

di redazione Blitz
Pubblicato il 27 Febbraio 2020 20:19 | Ultimo aggiornamento: 27 Febbraio 2020 20:20
Scala dei Turchi, sequestrata la scogliera: "Non è tutelata dal presunto proprietario"

Scala dei Turchi, sequestrata la scogliera e indagato il presunto proprietario (Foto Ansa)

AGRIGENTO – Sequestrata la Scala dei Turchi, la maestosa scogliera che si erge sul litorale di Realmonte, in Sicilia. Lo ha ordinato il procuratore di Agrigento Luigi Patronaggio che ha disposto un provvedimento preventivo e d’urgenza per salvaguardare l’incolumità dei turisti, ma anche della stessa scogliera di marna bianca che ogni anno richiama decine di migliaia di visitatori. 

Ad apporre materialmente i sigilli sono stati i militari della Guardia costiera di Porto Empedocle che si è occupata dell’inchiesta, avviata all’inizio dello scorso dicembre, inizialmente a carico di ignoti. Adesso è stato iscritto nel registro degli indagati Ferdinando Sciabarrà che è catastalmente proprietario di una grossa parte dell’area. L’ipotesi di reato contestata dalla magistratura è di occupazione di demanio pubblico.

“La Scala dei Turchi è un bene che ha una valenza paesaggistica, storica, archeologica e geologica – ha spiegato il pm Patronaggio – abbiamo registrato atti di vandalismo, gente che porta via pezzi di marna, graffiti di dubbio gusto, buchi nella scogliera, carotaggi non autorizzati. E’ un sito fragile perché dalla parte sommitale cadono dei massi che mettono in pericolo le persone, ma danneggiano la stessa marna bianca”.

“Vi è un contenzioso fra l’indagato che si ritiene proprietario, senza alcun titolo per la verità di questo sito, e gli enti pubblici e il Demanio – ha aggiunto il procuratore – Noi riteniamo che un bene che abbia questo valore storico, paesaggistico, geologico debba essere restituito alla mano pubblica. Abbiamo ipotizzato i reati di occupazione abusiva di Demanio, ma anche altri reati perché il possessore di fatto: l’indagato non ha mai tutelato questo bene, né da un punto di vista paesaggistico, né per quanto riguarda la tutela dell’incolumità. Riteniamo che soltanto un custode pubblico possa mettere in essere le misure volte a salvaguardare l’incolumità della gente, solo il custode pubblico può garantire che il sito non venga danneggiato e possa stabilire una ordinata fruizione al pubblico”.

Il sindaco di Realmonte, Lillo Zicari, dice: “Pare che si vada nella direzione auspicata dal Comune: affermare che la Scala dei Turchi è pubblica e non appartiene ad un privato”. Soddisfatto anche l’assessore regionale all’Ambiente Toto Cordaro: “La decisione della Procura di Agrigento pone fine alla annosa controversia tra il Comune di Realmonte ed il presunto proprietario della Scala dei Turchi. Adesso ci sono tutte le condizioni per elaborare e finanziare un progetto di tutela e, al tempo stesso, regolamentare la fruizione di uno dei tratti di costa più suggestivi dell’isola, coniugando il diritto del visitatore con la conseguente esigenza della salvaguardia dell’area. La strada intrapresa da tempo dal governo regionale – conclude Cordaro – è stata chiara fin dall’inizio: la tutela del bene è prioritaria rispetto ad ogni altra cosa”. 

Fonte: Ansa