Sms per l’Emilia: 15 milioni raccolti, neanche un centesimo ai terremotati

Pubblicato il 8 ottobre 2012 14:41 | Ultimo aggiornamento: 8 ottobre 2012 14:42

(Foto Lapresse)

ROMA – Ricordate gli sms per l’Emilia terremotata? Pochi secondi per inviarli. Ma non sono bastati 5 mesi per far arrivare i soldi ai destinatari. A maggio scorso, nei giorni delle terribili scosse, gli annunci e le campagna per sostenere la regione terremotata con sms erano ovunque. In tv, sui giornali, su internet. Guardi l’annuncio e mandi il messaggino, oppure fai la telefonata dal fisso. Pochi secondi, queste campagne contano proprio su mini contributi (1 o 2 euro) e sulla risposta immediata di chi risponde all’appello. Ma non è altrettanto immediato il versamento: 15 milioni raccolti da maggio a luglio e l’Emilia non ha ricevuto ancora un centesimo. “La burocrazia”, dicono alla Protezione civile.

“Purtroppo l’iter non si può comprimere più di tanto, se si vuole assicurare trasparenza”, dice il capo, Franco Gabrielli. Un tecnico della Protezione civile spiega: “Innanzitutto una precisazione sulla cifra. I 15 milioni non sono versamenti ma promesse di versamento. La differenza è sottile ma decisiva. Nel senso che i vari gestori (Tim, Vodafone, Wind eccetera) prima di versare alla Tesoreria dello Stato l’importo corrispondente agli sms, devono effettivamente incassare la cifra. Io posso anche inviare un messaggio ma se poi per qualche ragione non lo pago, il gestore non versa”. Sulla trasparenza Gabrielli insiste: “Si vuole evitare, come accaduto nel recente passato, che in alcuni comuni a natalità zero si realizzino degli asili”.

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