Strage al Carnevale di Venezia: era il piano dei 4 terroristi kosovari arrestati nell’aprile 2017

di Redazione Blitz
Pubblicato il 21 febbraio 2018 15:04 | Ultimo aggiornamento: 21 febbraio 2018 15:04
Strage al Carnevale di Venezia

Il Carnevale di Venezia

VENEZIA – Progettavano di colpire Venezia durante i festeggiamenti del Carnevale. Questo il piano segreto dei quattro uomini kosovari arrestati lo scorso 30 marzo in un blitz della Digos coordinato dalla Procura antiterrorismo del capoluogo veneto. A finire in manette, oltre a un ragazzo di 17 anni, Fisnik Bekaj di 24, Dake Haziraj di 25 e Arjan Babaj, il predicatore 27enne.

Lo rivela il Corriere del Veneto, che riporta quanto emerso dopo 10 mesi di indagini sulla cellula jihadista, che aveva la sua base a San Marco. I quattro avevano intenzione di utilizzare nell’attacco – oltre ad esplosivo e armi da fuoco – anche dei coltelli. Gli uomini si sarebbero mascherati per confondersi tra la folla.

Dalle intercettazioni spunta una conversazione del 13 marzo sull’acquisto di un coltello con cui, si legge nelle carte, “Fisnik una volta è riuscito a tagliare la testa di una mucca. E dice che basterebbe un colpo deciso, massimo due, e dopo vedi le vene uscire come fili”.

Il 19 marzo un’altra intercettazione in cui ancora Babaj dice “Carnevale, sì… paf, paf”. E gli altri che intervengono “vestito come questi”, “con una maschera”. Poi, frammenti di frasi agghiaccianti con espressioni come “il sangue caldo”, “per terra… non badare perché il loro sangue è la loro ricchezza. Il loro sangue per noi è halal (cioè lecito)”.

Gli investigatori hanno poi trovato nei telefonini dei presunti jihadisti selfie scattate a Venezia “nei punti chiave del centro storico” che, dicono, servivano “a riprendere gli scenari ipotizzati per le progettualità terroristiche”. I quattro puntavano al Carnevale, a Rialto, a piazza San Marco, al campanile. Secondo gli inquirenti, l’intenzione era di agire con l’esplosivo, con i coltelli e con armi da fuoco.

In un’altra intercettazione i quattro parlano di comprare un kalashnikov “per 250 euro” e in un cellulare c’è una foto con Babaj che “imbraccia un fucile mitragliatore ai margini di un bosco”.