Torre del Greco, i funerali dei quattro ragazzi morti a Genova

di Redazione Blitz
Pubblicato il 17 agosto 2018 15:58 | Ultimo aggiornamento: 17 agosto 2018 18:31
Torre del Greco, i funerali dei quattro ragazzi morti a Genova. Lo striscione: "Di uno Stato strafottente vittime innocenti"

Torre del Greco, i funerali dei quattro ragazzi morti a Genova. Lo striscione: “Di uno Stato strafottente vittime innocenti”

TORRE DEL GRECO – Oggi è il giorno dei funerali dei quattro ragazzi di Torre del Greco morti a Genova.

All’arrivo in chiesa delle bare di Giovanni, Matteo, Gerardo e Antonio si sentono delle urla: “Devono pagare tutto”. Uno striscione posto davanti alla chiesa è stato rimosso: recitava “di uno stato strafottente vittime innocenti”.

Ieri [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] era apparso un altro manifesto, rimosso nella mattinata di oggi e condiviso su molte bacheche social: “Non è stato il fato, ma lo Stato”.

Il portone d’ingresso dell’edificio è stato aperto alle 15, per consentire ai familiari di restare da soli prima dei funerali. Gli esercizi commerciali della città hanno abbassato le saracinesche per partecipare al lutto cittadino.

“È un omicidio di Stato, una disgraziata annunciata nella quale hanno perso ingiustamente la vita mio figlio e tante altre persone”. Ha la voce rotta dal pianto Roberto Battiloro mentre parla della tragedia del ponte Morandi a Genova, nella quale sono morti, tra gli altri, il figlio Giovanni e altri tre suoi amici di Torre del Greco. “Ma non c’è nessuna polemica nella scelta di celebrare i funerali qui – chiarisce – delle eventuali responsabilità se ne sta occupando già la magistratura, che dovrà accertare perché nessuno è intervenuto nonostante i ripetuti allarmi. Anche come delegato delle altre famiglie ho chiesto che i corpi fossero portati a Torre perché è giusto che gli amici e i parenti delle vittime condividano il proprio dolore con le persone della nostra città”.

E ancora: “Mio figlio è stato ammazzato. Vittima di un destino beffardo ma anche di chi non ha pensato che su quel ponte potevano esserci dei figli di gente oggi disperata”.