Vittorio Sgarbi si fa aprire il Museo di Castelvecchio fuori orario, ma non vuole essere accompagnato

di Redazione Blitz
Pubblicato il 13 Settembre 2019 11:31 | Ultimo aggiornamento: 13 Settembre 2019 11:31
Vittorio Sgarbi si fa aprire il Museo di Castelvecchio fuori orario, ma non vuole essere accompagnato dai vigili

Vittorio Sgarbi (foto ANSA)

VERONA – Vittorio Sgarbi era a Verona per una serie di eventi e ha chiesto di visitare la mostra “Bottega, Scuola, Accademia. La Verona dal 1570 alla peste del 1630” al Museo di Castelvecchio. Il museo però era già chiuso. Ma Sgarbi, che era in compagnia di due amici, ha preteso di farsi aprire le porte. E alla fine ci è riuscito, anche se alla presenza di un paio di vigili urbani, come impone il regolamento aggiornato dopo il furto dei Tintoretto, Rubens, Mategna e Pisanello avvenuto nel 2015 – poi recuperato – per mano di una banda di ladri provenienti dall’Est.

Il critico d’arte come detto si trovava a Verona per lavoro, e dopo essere andato a cena aveva pensato di fare una visita a Castelvecchio, in quel momento chiuso e vigilato dalle guardie giurate. Così ha telefonato al sindaco Federico Sboarina chiedendo che il museo fosse aperto per lui. Sboarina ha chiamato l’assessore alla cultura Francesca Briani e la direttrice del museo, Francesca Rossi che hanno dato l’ok. Entrato a visitare la mostra, il critico d’arte ha visto però arrivare due agenti municipali, visto che fuori orario non ci sono i custodi di sala. Ma non gradendo la presenza di quest’ultimi, è andato in escandescenze e ha telefonato al prefetto.

I consiglieri comunali Michele Bertucco (Verona e Sinistra in Comune) e Federico Benini (Pd) hanno presentato un’interrogazione al sindaco chiedendogli delucidazioni su quanto accaduto. Inoltre chiedono chi sosterrà le spese di illuminazione e di lavoro straordinario dei due agenti e concludono: “Sarebbe sconvolgente scoprire, dopo tutto quanto è accaduto in passato, che basta citofonare per farsi aprire il Museo di Castelvecchio in orario serale”. 

Fonte: IL FATTO QUOTIDIANO