Affittano casa a 450 euro al mese ma non riescono a rientrarne in possesso: anziani costretti a vivere dalla figlia (foto ANSA) - Blitz quotidiano
Avevano lavorato una vita per garantirsi una vecchiaia tranquilla, acquistando due immobili nella provincia di Alicante. Oggi, invece, due pensionati spagnoli di 86 e 83 anni sono costretti a vivere a casa della figlia Elena Martín Álvarez, dopo aver perso la possibilità di rientrare nell’appartamento che avevano dato in affitto.
La vicenda, raccontata dal quotidiano El Mundo, ricorda per alcuni aspetti il caso di Maricarmen Abascal, l’anziana madrilena che aveva perso la propria abitazione. In questa storia, però, la situazione è diversa: a non riuscire a tornare nella propria casa sono i proprietari.
Nel 2022 la coppia aveva affittato l’appartamento di Finestrat, vicino a Benidorm, a una giovane coppia. Il canone era particolarmente basso rispetto ai prezzi della zona: 400 euro mensili per il primo anno, 425 per il secondo e 450 euro dal terzo al quinto anno. L’abitazione disponeva di cucina ristrutturata, piscina condominiale, garage e cantina. Secondo quanto riferito da El Mundo, immobili simili nella stessa area vengono affittati anche a cifre comprese tra 1.400 e 2.000 euro al mese.
I problemi di salute e il tentativo di rientrare nell’appartamento
Le difficoltà sono iniziate nel 2024, quando i due anziani hanno valutato la vendita della casa di Elda, dove avevano vissuto per gran parte della loro vita. Le condizioni di salute erano peggiorate: l’uomo non era più autonomo, mentre la moglie soffriva di fibromialgia. I medici avevano consigliato loro di trasferirsi in una zona meno urbanizzata e l’appartamento di Finestrat, vicino al mare, sembrava una soluzione adatta.
La coppia ha quindi chiesto agli inquilini di lasciare l’immobile, ma la prima richiesta sarebbe arrivata oltre il termine di 60 giorni previsto. Gli affittuari hanno scelto di restare. Un anno dopo, i proprietari hanno riprovato, questa volta comunicando la necessità con sei mesi di anticipo, ma hanno ricevuto un nuovo rifiuto.
Nel contratto era stata inserita anche una clausola che prevedeva la possibilità di rientrare in possesso dell’abitazione dopo un anno o al termine di una proroga, qualora fosse servita ai proprietari o a un familiare di primo grado. La clausola, tuttavia, non è stata ritenuta sufficiente a giustificare la richiesta.
Il giudice respinge la richiesta: la battaglia legale continua
La coppia ha deciso di rivolgersi alla giustizia, ma il tribunale ha respinto la richiesta di rientrare nell’immobile. Secondo il giudice, la clausola contrattuale era formulata in termini troppo generici e le ragioni sanitarie invocate non risultavano adeguatamente documentate.
La normativa spagnola sulle locazioni prevede infatti che gli inquilini possano beneficiare di proroghe annuali fino a un massimo di cinque anni. Il proprietario può interrompere il contratto prima della scadenza soltanto in presenza di condizioni specifiche, tra cui una clausola espressa, il rispetto dei termini previsti, la comunicazione della motivazione e una necessità reale dimostrabile.
Nel frattempo, i due pensionati hanno venduto la casa di Elda per integrare la pensione e sostenere le spese dell’assistenza necessaria. Rimasti senza un’abitazione propria, si sono trasferiti a Petrer dalla figlia, che vive con il compagno e i due figli.
La vicenda giudiziaria, però, non è conclusa: la coppia ha presentato ricorso e ha aggiunto nuovi referti medici per dimostrare le proprie condizioni di salute. La figlia, esasperata dalla situazione, ha raccontato: “Sarei tentata di piantare una tenda davanti al municipio”. La sua conclusione è amara e riflette la delusione della famiglia: “Non affitteremo mai più una casa in vita nostra”.
