Alluvione tra Nepal e Tibet, un’onda gigantesca travolge tutto: migliaia di dispersi e ipotesi sui ghiacciai (foto ANSA) - Blitz quotidiano
Un video ripreso da una telecamera di sorveglianza mostra uno dei momenti più drammatici dell’alluvione che ha colpito la regione himalayana tra Nepal e Tibet. Le immagini arrivano dalla dogana di Gyirong, uno dei principali valichi commerciali tra Nepal e Cina, dove si trovavano autobus, camion e numerosi veicoli.
In pochi secondi, la situazione cambia completamente. Decine di persone iniziano a correre verso il fondo valle, mentre una gigantesca massa grigia entra nell’inquadratura. Non è semplice acqua: l’onda trascina con sé fango, rocce e detriti. Gli autobus vengono spinti e accatastati come giocattoli, mentre pietre enormi vengono trascinate dalla corrente.
L’acqua raggiunge un’altezza impressionante, diverse volte superiore a quella degli edifici presenti nella zona, travolgendo ogni cosa sul proprio percorso.
Villaggi spazzati via e bilancio ancora provvisorio
La violenza dell’alluvione ha provocato una vera devastazione lungo le vallate a cavallo tra Nepal e Tibet. Interi villaggi sono stati distrutti, insieme a strade, ponti e infrastrutture. Anche una centrale idroelettrica, che avrebbe dovuto entrare in funzione proprio in questi giorni, è stata gravemente danneggiata.
Il bilancio della tragedia è ancora provvisorio e potrebbe aggravarsi nelle prossime ore. Al momento si contano almeno 165 vittime recuperate e circa 1.500 dispersi. Tra loro ci sono anche centinaia di stranieri, molti dei quali si trovavano nella regione per escursioni e trekking.
Le operazioni di soccorso sono estremamente complicate. La distruzione delle strade e di almeno ottanta ponti rende difficile raggiungere le aree più isolate, mentre il rischio di nuovi smottamenti continua a preoccupare le autorità.
Centinaia di turisti stranieri risultano dispersi
Particolarmente grave è la situazione per i turisti stranieri. Oltre cento cittadini indiani risultano ancora irreperibili e rappresentano il gruppo più numeroso tra i 466 stranieri segnalati come dispersi, provenienti complessivamente da 26 Paesi.
Sono stati segnalati anche cittadini americani, britannici, olandesi, tedeschi, francesi, messicani e brasiliani. Le compagnie di trekking hanno inoltre segnalato la perdita dei contatti con diversi gruppi impegnati nelle escursioni nella regione himalayana.
Per quanto riguarda gli italiani, la situazione appare fortunatamente meno drammatica. Dei circa 90 italiani registrati dalla Farnesina in Nepal o Tibet, soltanto due si trovavano nell’area interessata dall’inondazione. I due connazionali erano in una posizione elevata insieme alla loro guida e non hanno riportato danni. Sono comunque in corso le operazioni per consentirne l’evacuazione.
Ghiacciaio o terremoto: le ipotesi sulle cause
Restano ancora da chiarire le cause esatte della devastante alluvione lampo. Una delle ipotesi considerate più probabili dagli esperti riguarda il collasso di una parte di un ghiacciaio, reso più instabile dalle temperature elevate.
Secondo questa ricostruzione, una grande massa di ghiaccio sarebbe precipitata a valle, provocando una frana capace di bloccare temporaneamente il corso del fiume Bhote Koshi. La formazione di una sorta di diga naturale avrebbe accumulato un’enorme quantità d’acqua, successivamente liberata con una forza devastante.
Un’altra ipotesi riguarda invece un terremoto di magnitudo 4,4 registrato in Tibet alle 8:37 locali. La scossa potrebbe aver provocato il cedimento della massa già instabile. Le due spiegazioni, secondo gli esperti, non sarebbero necessariamente alternative e potrebbero essere collegate.
Nel frattempo l’India ha lanciato un’allerta nelle zone a valle del fiume Lhende Khola, chiedendo a migliaia di persone di allontanarsi dalle aree più basse. Anche in Nepal e Tibet resta alta la preoccupazione per il possibile accumulo di altra acqua e per il rischio di nuove ondate e frane.
