Arriva il reddito di restanza: mille euro al mese per due anni ai giovani che restano nei piccoli comuni (foto ANSA) - Blitz quotidiano
Restare nella propria terra anziché partire in cerca di opportunità altrove. È questa la scelta al centro del concetto di “restanza”, che potrebbe presto essere sostenuta economicamente in Campania attraverso una nuova misura rivolta ai giovani. Il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Raffaele Aveta ha presentato una proposta di legge che prevede un contributo fino a 1.000 euro al mese per chi decide di vivere e contribuire allo sviluppo dei piccoli comuni.
Secondo l’Accademia della Crusca, la restanza è “L’atteggiamento di chi, nonostante le difficoltà e sulla spinta del desiderio, resta nella propria terra d’origine, con intenti propositivi e iniziative di rinnovamento”. Il termine è stato attestato per la prima volta nel 2011, nel saggio Pietre di pane. Un’antropologia del restare dell’antropologo calabrese Vito Teti. Entrato nel Dizionario dei neologismi Treccani nel 2017, si è progressivamente affermato come alternativa alla partenza, indicando la volontà di investire nel territorio d’origine.
Reddito di “restanza”: fino a 1.000 euro mensili e contributi per le imprese
La proposta di legge regionale n. 78 del 12 ottobre, intitolata “Misure di contrasto allo spopolamento dei piccoli comuni delle aree interne della Campania”, si rivolge ai giovani tra i 18 e i 45 anni. L’obiettivo è favorire la permanenza e il ritorno delle nuove generazioni, sostenendo progetti utili alle comunità locali e nuove opportunità di lavoro.
Il provvedimento prevede due percorsi. Il primo, dedicato ai progetti di comunità, riguarda iniziative sociali, culturali, educative, ambientali e territoriali. Per chi vi aderisce è previsto un sostegno di 1.000 euro mensili per un massimo di 24 mesi, senza possibilità di rinnovo.
Il secondo percorso è destinato a chi vuole avviare un’impresa o subentrare in un’attività economica. In questo caso il contributo mensile è di 800 euro per un massimo di 18 mesi. La proposta prevede inoltre un finanziamento fino a 25mila euro per progetto, destinato alle spese necessarie all’avvio o al subentro nell’attività. I redditi generati dall’impresa non comporterebbero la riduzione o la cessazione del sostegno.
Quali comuni e quali giovani potrebbero beneficiare della misura
Il reddito di restanza è pensato per contrastare lo spopolamento dei piccoli centri campani, in particolare quelli con meno di 2.000 abitanti. La proposta individua diversi requisiti territoriali: rientrare nelle aree interessate dalla Strategia nazionale per le aree interne, essere classificati come comuni periferici o ultraperiferici, essere montani oppure appartenere a Comunità montane o Unioni di comuni montani.
La Giunta regionale potrebbe inoltre individuare ulteriori territori sulla base di indicatori come il calo della popolazione, l’emigrazione giovanile, l’invecchiamento demografico e le difficoltà di accesso ai servizi, utilizzando i dati Istat più recenti.
La misura punta quindi a incentivare non soltanto la permanenza dei giovani, ma anche la realizzazione di attività capaci di migliorare la qualità della vita nei territori più fragili. Si tratta, al momento, di una proposta di legge: importi, requisiti e modalità di accesso dovranno essere confermati nel corso dell’iter legislativo prima di un’eventuale entrata in vigore.
