Comunione e cresima insieme a Palermo, commercianti in allarme: “Persi già 30 milioni di euro” (foto ANSA) - Blitz quotidiano
A Palermo l’arcidiocesi ha deciso di modificare il percorso del catechismo, prevedendo comunione e cresima all’interno di un unico percorso spirituale della durata complessiva di cinque anni. Una scelta che cambia le abitudini delle famiglie e che sta producendo conseguenze anche sul piano economico.
La nuova organizzazione prevede infatti che i due sacramenti non vengano celebrati separatamente come avveniva in precedenza. Per il settore delle cerimonie questo significa, secondo le categorie interessate, una riduzione delle occasioni di lavoro. Party planner, ristoratori, fotografi, fiorai, commercianti e fornitori di confetti si trovano così a fare i conti con una sola festa invece delle due organizzate tradizionalmente dalle famiglie.
La protesta dei commercianti e la mediazione del sindaco
Il presidente di Confimprese Palermo, Giovanni Felice, sostiene che la riforma abbia già provocato un danno economico di circa 30 milioni di euro. Secondo la sua organizzazione, alcune aziende rischierebbero di perdere oltre metà del fatturato annuale. Da qui la richiesta di valutare almeno un percorso intensivo che permetta ai bambini di dieci anni di celebrare la comunione già dal prossimo anno.
L’arcidiocesi, però, difende la scelta. Il progetto catechistico, avviato nel 2024 dopo anni di confronto, avrebbe come obiettivo principale il percorso di crescita personale e comunitaria dei bambini. Secondo la Chiesa palermitana, accorciare il percorso significherebbe modificarne profondamente il significato. A cercare una mediazione è il sindaco Roberto Lagalla, che ha incontrato i commercianti e scritto all’arcivescovo Corrado Lorefice.
La petizione dei genitori
Nel frattempo è stata lanciata anche una petizione su Change.org promossa da un gruppo di genitori. La richiesta riguarda soprattutto i bambini di dieci anni che si trovano nel mezzo del passaggio tra il vecchio e il nuovo percorso e che rischiano di dover attendere diversi anni prima di celebrare il sacramento.
Anche all’interno della comunità ecclesiale non mancano posizioni differenti. Padre Cosimo Scordato ha espresso perplessità sulle conseguenze della riforma per le famiglie che lavorano nel settore e ha ipotizzato la possibilità di offrire percorsi diversi, lasciando alle famiglie maggiore possibilità di scelta.
Intanto i commercianti hanno annunciato un sit-in per chiedere una soluzione transitoria. La discussione resta quindi aperta tra esigenze pastorali, richieste delle famiglie e conseguenze economiche per le attività coinvolte.
