Sale, sostituirlo con il potassio potrebbe salvare quasi 3 milioni di vite all'anno (foto ANSA) - Blitz quotidiano
Cambiare il tipo di sale utilizzato quotidianamente in cucina potrebbe avere conseguenze importanti sulla salute pubblica mondiale. Non sarebbe necessario eliminarlo completamente dalla dieta, ma sostituire una parte del cloruro di sodio con cloruro di potassio. Una modifica che permetterebbe di mantenere praticamente invariato il sapore degli alimenti, riducendo al tempo stesso alcuni importanti fattori di rischio per la salute.
A evidenziarlo è uno studio pubblicato il 4 novembre sulla rivista scientifica Nature Health. Secondo le stime dei ricercatori, utilizzare una miscela composta per il 75% da cloruro di sodio e per il 25% da cloruro di potassio potrebbe evitare ogni anno 2,96 milioni di morti nel mondo. Si potrebbero inoltre prevenire oltre 10 milioni di nuovi casi di malattie cardiovascolari e renali, con una riduzione del 14,6% dei decessi legati a queste patologie.
Meno sodio e più potassio: i benefici per la pressione
Il principio alla base di questa sostituzione è relativamente semplice: ridurre l’assunzione di sodio e aumentare quella di potassio aiuta ad abbassare la pressione arteriosa. Quest’ultima rappresenta uno dei principali fattori di rischio per infarti, ictus e insufficienza renale.
I benefici potrebbero arrivare anche intervenendo esclusivamente sul sale utilizzato nelle abitazioni. In questo scenario, secondo lo studio, sarebbe possibile prevenire circa 1,85 milioni di decessi ogni anno. La sostituzione del sale impiegato dall’industria alimentare e dalla ristorazione potrebbe invece evitarne altri 1,56 milioni.
Un intervento particolarmente significativo per l’Europa, dove oltre il 70% del sale consumato proviene da prodotti industriali e alimenti preparati fuori casa. Per ottenere risultati concreti, quindi, sarebbe necessario coinvolgere anche le aziende alimentari e il settore della ristorazione.
Le controindicazioni e gli ostacoli alla diffusione
La sostituzione del sale tradizionale con quello arricchito di potassio presenta tuttavia alcune controindicazioni. In particolare, le persone con malattie renali avanzate devono prestare attenzione: un eccesso di potassio nel sangue può provocare iperkaliemia, una condizione potenzialmente molto pericolosa. Per questi pazienti è quindi indispensabile una valutazione medica prima di utilizzare prodotti alternativi.
I ricercatori precisano inoltre che le cifre indicate rappresentano proiezioni statistiche e non risultati già verificati attraverso una sperimentazione su scala mondiale. La diffusione di questo tipo di sale richiederebbe tempo anche per ragioni economiche: attualmente il suo costo medio è circa il doppio rispetto a quello tradizionale.
Lo studio evidenzia comunque il potenziale di un cambiamento relativamente semplice nelle abitudini alimentari, in linea con le raccomandazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità per ridurre il consumo di sodio e contrastare le malattie cardiovascolari.
