Finge di essere padre di una bambina disabile per usufruire dei permessi di lavoro, vigile licenziato (Foto d'archivio Ansa) - Blitz Quotidiano
Ha finto di essere il padre di una bambina con disabilità per usufruire dei permessi di lavoro. Per questo un agente di Polizia locale di Buccinasco (Milano) è stato licenziato e dovrà ora risarcire il Comune di oltre 60 mila euro l’ente. Lo ha fatto sapere la stessa amministrazione, spiegando che il dipendente comunale aveva fatto richieste sempre più insistenti di trasferirsi fuori regione, con l’obiettivo di tornare nel paese di origine. Richieste tuttavia sempre respinte visto in mancanza dei presupposti previsti dalla normativa.
Nel 2022 il giovane agente si è recato all’Ufficio di Stato Civile del suo Comune per il riconoscimento della sua presunta figlia naturale, avuta in base al suo racconto da una donna conosciuta nel Milanese e poi successivamente trasferitasi insieme alla bambina nel paese di cui lui era originario. Così facendo, è riuscito a usufruire di due anni di congedo retribuito per l’assistenza alla minore che ha una disabilità. Successivamente ha ottenuto un altro anno di aspettativa senza stipendio.
Apparentemente i documenti sembravano regolari, ma il comandante della Polizia locale Gianluca Sivieri ha comunque avviato un’attività investigativa, coordinata prima dalla Procura della Repubblica di Milano e in seguito da quella del luogo dove è avvenuto il riconoscimento della minore. Alla fine la verità è venuta a galla e si è scoperto che la dichiarazione fatta allo Stato Civile era totalmente falsa: l’ex agente di Buccinasco non era il padre della bambina e aveva dichiarato la paternità solo per ottenere i benefici previsti e il trasferimento.
Dagli accertamenti è risultato che la bambina sia nata ben prima della relazione tra l’uomo e la mamma della minore. II Comune di Buccinasco ha quindi avviato un procedimento disciplinare interno che si è concluso con il licenziamento del dipendente. Nello scorso mese di luglio, inoltre, il Tribunale ha condannato l’ex agente per i reati di falsa attestazione a pubblico ufficiale e truffa aggravata, patteggiando una pena di un anno e otto mesi di reclusione.
