Scontri con la Polizia a Milano (Ansa)
Tensioni a Milano tra antagonisti e forze dell’ordine durante il corteo dei centri sociali contro il raduno dei patrioti europei, organizzato dalla Lega, in piazza Duomo. In via Borgogna le forze dell’ordine hanno usato idranti contro i manifestanti. Gli antagonisti hanno lanciato petardi, fumogeni, bottiglie contro gli agenti, nel tentativo di forzare il blocco e arrivare in piazza Duomo. Dopo le tensioni con le forze dell’ordine in via Borgogna, i manifestanti hanno arretrato, imboccando via Visconti di Modrone e riprendendo il percorso autorizzato e dal corteo si sono alzati i cori “servi dello Stato” e “fuori i fascisti da Milano“.
I tre cortei organizzati si sono ricongiunti all’altezza del Palazzo di Giustizia in corso di Porta Vittoria. A unirsi sono stati il corteo dei centri sociali partito da piazza Tricolore, quello promosso da associazioni e partiti partito da piazza Lima con lo slogan “Milano è migrante”, e la manifestazione delle realtà filo palestinesi partita da piazza Argentina. Dopo la confluenza, i manifestanti stanno ora proseguendo insieme verso piazza Santo Stefano, nella zona dell’Università Statale, punto finale del percorso.
Il corteo dei patrioti con un trattore e i sindaci della Lega in testa. Fischi a Sala a Palazzo Marino
Il corteo promosso dai Patrioti europei e dalla Lega “Padroni a casa nostra” è invece partito da porta Venezia ed ha raggiunto piazza Duomo. In testa al corteo ha sfilato un trattore con la scritta, ‘Tuteliamo la nostra agricoltura e il Made in Italy”: subito dietro nelle prime file i sindaci della Lega e gli amministratori locali che hanno retto uno striscione con la scritta “Padroni a casa nostra” indossando anche una fascia con la stessa frase. In corteo bandiere tricolori, della Lega, con la croce rossa di San Giorgio, simbolo della città di Milano e con il leone di San Marco. Il corteo ha fatto lo stesso percorso della manifestazione nazionale che ogni anno si tiene per il 25 aprile. Colonna sonora tra gli altri, Max Pezzali, Renato Zero, Heater Parisi e Pupo.
Prima della partenza gli organizzatori hanno scandito il coro, “Lega, Lega, facciamolo sentire a Sala che voleva vietarci di manifestare in modo pacifico”. E infatti, quando il corteo è passato davanti Palazzo Marino, la sede del comune di Milano, sono partiti fischi e cori contro Beppe Sala. “Scemo, scemo” e “chi non salta Beppe Sala è”.






