Kiev sotto le bombe russe: colpiti anche un ospedale pediatrico e una scuola, 12 morti (foto Ansa) - Blitz Quotidiano
È di 12 morti e 32 feriti il bilancio del massiccio attacco russo della notte su Kiev. Ad aggiornare i dati, su Telegram, è il sindaco della capitale ucraina Vitaliy Klitschko. Di questi, almeno 7 nel distretto di Solomyansky. Per domani il sindaco ha disposto il lutto cittadino.
Su X, il presidente Zelensky ha commentato: “Le squadre di soccorso sono al lavoro da tutta la notte sui luoghi colpiti dagli attacchi russi. Si è trattato di un attacco di vasta portata: i russi si erano preparati a lungo, combinando diversi tipi di missili balistici, missili da crociera e droni, con l’obiettivo di causare il maggior danno possibile alle infrastrutture civili. Si registrano danni a Kiev e nella regione, così come nelle regioni di Odessa e Chernihiv”.
“Colpito un ospedale pediatrico e una scuola”
Zelensky ha proseguito: “Nella capitale, sono stati danneggiati edifici residenziali, tra cui un grattacielo i cui piani superiori sono stati distrutti, oltre a un ospedale pediatrico e una scuola. Le operazioni di soccorso e assistenza sono tuttora in corso. Al momento, sappiamo che l’attacco russo ha causato la morte di 12 persone a Kiev e di una persona nella regione. Le mie condoglianze a tutte le famiglie e ai cari delle vittime. Circa 40 persone sono rimaste ferite”.
“Nella regione di Odessa – ha detto ancora il presidente ucraino – il nemico ha effettuato un attacco con droni contro un valico di frontiera con la Moldavia; nella regione di Chernihiv, ha preso di mira le infrastrutture del gas. Ringrazio tutti i soccorritori, i medici, gli agenti di polizia e gli operatori dei servizi di emergenza che hanno prestato aiuto alla popolazione fin dai primi istanti”.
Mosca: “Massiccio attacco su obbiettivi militari”
Mosca ha ammesso di avere compiuto un “massiccio attacco” con missili e droni la scorsa notte su Kiev e la sua regione, affermando tuttavia di avere preso di mira solo obiettivi militari o di interesse militare. Il ministero della Difesa ha riferito che nella capitale ucraina sono stati tra l’altro bombardati uno stabilimento del gruppo Fire Point che produce componenti per droni d’attacco e per i missili Flamingo, un sito dell’azienda aeronautica statale Antonov specializzato nella produzione di velivoli con e senza pilota e un deposito di munizioni dove erano stoccate “bombe aeree termobariche M-900, mine anti-carro e munizioni per droni di tipo Baba-Yaga”.
Nella regione di Kiev, ha aggiunto ancora il ministero russo, sono stati colpiti un deposito di carburanti a Brovary e un centro di trasporto e logistica del gruppo Zammler che “si occupava dello stoccaggio e della distribuzione di beni a doppio uso, tra cui per la produzione di droni a lungo e medio raggio, complessi robotizzati e sistemi di guerra elettronica”.
Zelensky, arrestata la vice del suo staff, l’operazione “Forrest Gump”
E mentre l’Ucraina continua ad essere assediata dai russi, Iryna Mudra, la vice dello staff presidenziale, è stata arrestata. L’Ufficio nazionale anticorruzione dell’Ucraina ha infatti avviato un’operazione speciale – denominata “Forrest Gump”- contro una presunta organizzazione criminale che coinvolge parlamentari – in carica ed ex, nonché alti funzionari dell’Ufficio presidenziale, come appunto la vice capa Iryna Mudra. Quest’ultima immediatamente licenziata da Zelensky e poi arrestata con l’accusa di riciclaggio. Il caso sarebbe in qualche modo connesso alla precedente indagine che ha a suo tempo portato alle dimissioni di Andrii Yermak, il potente braccio destro del presidente.
A ben vedere, è proprio da allora che Zelensky ha iniziato a zoppicare, perlomeno sul fronte del consenso interno. Troppe la sbavature nelle nomine governative – una su tutte il recente licenziamento di Mykhailo Fedorov dal ministero della Difesa, che ha provocato settimane di proteste nelle strade – e tracce di relazioni fin troppo strette con figure di vertice poi finite nel mirino delle autorità anti-corruzione ucraine – evidentemente in grado di non fare sconti a nessuno, nemmeno mentre infuria la guerra.
Oltre a Mudra i magistrati hanno nel mirino il deputato Vadym Stolar (che non milita nel partito di Zelensky e anzi era iscritto alla fazione filorussa ‘Piattaforma dell’Opposizione – Per la Vita’), l’ex parlamentare Maksym Mykytas inoltre – stando a diversi media – ai dirigenti della Sense Bank Oleksiy Stupak e Mykola Hladyshchenko (rispettivamente amministratore delegato e presidente del consiglio di sorveglianza). Sono accusati, a vario titolo, di aver riciclato 150 milioni di grivna (circa 2,8 milioni di euro) per pagare la cauzione a un imputato dell’operazione Mida che nel novembre scorso ha fatto emergere un sistema di tangenti e riciclaggio di denaro del valore di 100 milioni di dollari che coinvolge la compagnia di stato Energoatom. E tutto tornerebbe perché la Sense Bank sarebbe coinvolta nel caso della maxi corruzione di Energoatom, che è appunto al centro di Mida. Diverse intercettazioni proverebbero il coinvolgimento di Mudra per influenzare l’operato dei dirigenti della banca.
Non solo. Secondo le registrazioni rese pubbliche, Mudra avrebbe anche discusso della possibilità di influenzare la selezione dei membri del comitato di controllo civico dell’agenzia. L’ex capa dello staff di Zelensky avrebbe infatti affermato che Klymenko – apparente riferimento al procuratore capo dell’anticorruzione Oleksandr Klymenko – dovrebbe essere sostituito con una persona fedele all’Ufficio del presidente. “Se fosse riconfermato per un secondo mandato, per altri sette anni, saremmo tutti fregati”, avrebbe dichiarato Mudra. Impossibile a questo punto non ricordare quando Zelensky ipotizzò di mettere un freno ai due enti anti-corruzione ucraini per “ripulirli” da quelle che definì “influenza russa”. Salvo poi fare marcia indietro a causa delle proteste di piazza e delle pressioni dell’Ue.
In tutto questo, se si uniscono i puntini, emerge un altro filone: l’agone politico. Fedorov, che ha diffuso un video in cui chiede di trovare essenzialmente il modo per organizzare le elezioni anche in pieno conflitto, starebbe valutando la possibilità di recarsi negli Stati Uniti e il viaggio potrebbe avvenire già la prossima settimana (secondo quanto riferito da una fonte del Kiyv Independent). Non è ancora chiaro chi Fedorov intenda incontrare negli Usa. Tuttavia, nota la testata, l’ex ministro è sempre stato in buoni rapporti con Elon Musk, grazie al dossier Starlink.
