Catherine e Nathan escono dallo studio legale (foto Ansa) - Blitz Quotidiano
Il vento delle polemiche sul referendum finisce per travolgere anche la casa nel bosco. L’invito da parte del presidente del Senato, Ignazio La Russa, alla famiglia neorurale di Palmoli ha innescato le critiche dell’opposizione che accusa la seconda carica dello Stato di “aver scambiato Palazzo Madama per il giardino di casa”.
Ma è lo stesso presidente ad affidare ad un video la puntualizzazione su quell’invito, che sarà sì mercoledì – come trapelato in mattinata attraverso i media – ma il 25 marzo, vale a dire dopo l’atteso voto referendario. “Con buona pace delle polemiche inutili”, chiosa La Russa.
La settimana inizia dunque ancora una volta tra le polemiche e nei prossimi giorni è atteso in Abruzzo Matteo Salvini. I legali della ‘famiglia del bosco’ hanno intanto depositato il ricorso contro l’ordinanza che ha separato mamma Catherine dai suoi figli e, contemporaneamente, non hanno mancato di rilanciare le critiche all’assistente sociale. Domani, invece, all’Aquila sono attesi gli ispettori inviati dal ministro Nordio nel tentativo di “arrivare a una definitiva conclusione di questa vicenda”, come ha detto lo stesso Guardasigilli una settimana fa.
Ad inizio giornata, però, è rimbalzata ovunque la notizia dell’invito di La Russa ai genitori del bosco. Un appuntamento che si pensava dovesse avvenire già questo mercoledì ma che poi lo stesso presidente ha specificato fosse in programma invece la settimana successiva. “La cosa che mi ha veramente stupito – le sue parole – è l’acrimonia per un’eventuale visita, adesso come in un’altra data, quasi che il presidente del Senato debba chiedere scusa o addirittura il permesso a lor signori per incontrare privatamente chi ritiene. Se ne facciano una ragione”. “La Russa interpreta il suo ruolo con faziosità e scarso rispetto per le istituzioni”, tuona il senatore del Pd Walter Verini, seguito a ruota da altri membri dell’opposizione che accusano il presidente del Senato di “becera propaganda”.
Complice l’accesissimo appuntamento referendario, il caso della ‘famiglia del bosco’ continua ad essere spunto per contrapposizioni e critiche, tanto da portare il perito di parte, Tonino Cantelmi, a parlare di “scontri istituzionali spaventosi”. Politica a parte, infatti, la cronaca giudiziaria registra il duro confronto tra i legali e l’assistente sociale, nato ormai mesi fa e inaspritosi il 6 marzo, con la richiesta perentoria di allontanamento di mamma Catherine dalla casa famiglia. “Veruska D’Angelo? Io non vedo un’assistente sociale”, sono state le parole del legale Marco Femminella, che oggi ha depositato il ricorso proprio contro l’ordinanza che ha separato madre e figli. “Accogliamo con plauso la mediazione, certo se fosse stata fatta un anno e mezzo fa probabilmente avrebbe sortito meno danni”, ha aggiunto l’avvocato al termine dell’ennesimo incontro con la coppia nello studio di Chieti. “Dell’incontro in Senato – ha concluso – non mi sono occupato direttamente io ma la collega Solinas. Ringrazio ad ogni modo chiunque delle istituzioni mostri solidarietà ad una vicenda drammatica”. D’Angelo, invece, non replica alle accuse ma smentisce le notizie di una sua presunta denuncia per “aggressione verbale” nei confronti dei due legali.
Al termine della giornata resta l’immagine di Catherine e Nathan, l’uno accanto all’altra come sempre, che lasciano lo studio legale in lacrime, recitando l’ormai solito mantra del ‘no comment’. La zia e la nonna dei ‘bimbi del bosco’ tentano un sorriso a favore di telecamera, mentre insieme si avviano verso il luogo dove tutto è iniziato, quella casa immersa nel bosco diventata, oggi, anche simbolo di battaglie politiche.
