(Foto Ansa)
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Sono almeno 17 i morti accertati e 384 le persone irreperibili, tra cui 291 stranieri e 93 nepalesi, dopo la violenta alluvione che ha colpito il distretto di Rasuwa, nel nord del Nepal. Il bilancio, ancora provvisorio, si intreccia con quello della frana che ha interessato il versante tibetano al confine tra Cina e Nepal, dove si registrano altre persone disperse. La piena improvvisa del fiume Bhote Koshi, originata dal versante cinese, ha provocato ingenti danni anche nei distretti nepalesi di Nuwakot e Dhading, dove sono stati recuperati almeno otto corpi. A Rasuwa risultano inoltre dispersi 26 agenti della polizia nepalese e sette membri della polizia armata.
Sul versante tibetano, nella contea di Gyirong, nella città di Shigatse, una frana ha provocato “gravi perdite” e un numero ancora imprecisato di dispersi. Non è stato finora diffuso un bilancio ufficiale delle vittime. Il presidente cinese Xi Jinping ha ordinato di fare tutto il possibile per individuare e soccorrere le persone disperse, trasferire gli abitanti minacciati e garantire rapidamente le cure ai feriti, con l’obiettivo di ridurre al minimo il numero delle vittime. Xi ha inoltre chiesto di rafforzare il monitoraggio e i sistemi di allerta, condurre le operazioni di soccorso secondo criteri scientifici e prevenire ulteriori disastri. Lo riferiscono Xinhua e People’s Daily.
Anche il premier cinese Li Qiang ha disposto una rapida verifica del numero delle persone coinvolte e disperse, chiedendo di mobilitare tutte le forze disponibili, mettere in sicurezza gli abitanti delle aree a rischio e adottare misure per evitare nuovi eventi calamitosi. Al ministero degli Esteri è stato inoltre chiesto di rafforzare i contatti con i Paesi interessati e di condividere tempestivamente le informazioni per coordinare le operazioni di soccorso. Su disposizione dei vertici cinesi, il vicepremier Zhang Guoqing ha raggiunto l’area colpita insieme ai responsabili dei dipartimenti competenti per coordinare la gestione dell’emergenza. Anche le autorità tibetane hanno mobilitato squadre per le ricerche.
Particolarmente preoccupante è la situazione dei viaggiatori presenti nella zona colpita. Il Nepal Tourism Board ha inserito in una lista preliminare 384 persone irreperibili, tra cui 291 stranieri e 93 nepalesi. L’elenco, ancora soggetto a verifica, è stato compilato sulla base delle informazioni fornite da dieci agenzie turistiche. Tra gli stranieri figurano 105 cittadini indiani, oltre a persone provenienti da Australia, Paesi Bassi, Stati Uniti, Malaysia, Regno Unito e Sudafrica.
Le operazioni di ricerca e soccorso proseguono con l’impiego dell’esercito, della polizia e dell’Armed Police Force, insieme a squadre specializzate, personale medico e mezzi per la gestione dell’emergenza. I soccorritori utilizzano anche droni per mappare i danni e individuare eventuali persone isolate o rimaste sepolte, concentrando le ricerche nella zona della dogana e dello scalo di Rasuwagadhi. Le autorità nepalesi hanno inoltre invitato gli abitanti lungo i fiumi Bhote Koshi e Trishuli ad allontanarsi dalle rive e raggiungere luoghi sicuri.
La Farnesina segue la situazione fin dalle prime notizie della frana e dell’alluvione. L’Unità di Crisi è in contatto con il Consolato Generale d’Italia a Calcutta, il Consolato Onorario a Kathmandu e l’Ambasciata italiana a Pechino per verificare l’eventuale coinvolgimento di cittadini italiani e fornire assistenza ai connazionali. Due turisti italiani e la loro guida, rimasti bloccati a monte di una frana che ha interrotto una strada, sono in contatto con il ministero. Seguiranno ulteriori aggiornamenti.
