Rabdomiolisi, cos'è la sindrome che potrebbe aver ucciso una 24enne durante la maratona di New York (foto ANSA) - Blitz quotidiano
Tragedia alla maratona di New York, dove Rachel Apa, 24enne originaria della Pennsylvania, è morta a circa due miglia dal traguardo. Secondo le prime ricostruzioni, il decesso potrebbe essere legato a una rara complicazione provocata dallo sforzo fisico estremo: la rabdomiolisi. Come riferito dal padre al New York Times, ai familiari sarebbe stata comunicata proprio questa diagnosi. Si tratta di una grave condizione che comporta la distruzione delle cellule muscolari e può provocare conseguenze molto serie, soprattutto a livello renale. La vicenda riporta l’attenzione sui rischi legati agli sforzi fisici particolarmente intensi.
Che cos’è la rabdomiolisi e quali sono i sintomi
La rabdomiolisi è una sindrome caratterizzata dalla lesione del tessuto muscolare scheletrico, con conseguente rilascio nel sangue di sostanze normalmente contenute nelle cellule muscolari, tra cui creatinchinasi, mioglobina ed elettroliti. Tra i sintomi più comuni figurano debolezza e dolore muscolare, soprattutto a livello di spalle, cosce e polpacci. Può comparire anche una colorazione scura, bruno-rossastra, delle urine. Non sempre, però, i sintomi si manifestano contemporaneamente.
Per individuare la condizione è fondamentale il dosaggio della creatinchinasi nel sangue, i cui valori possono risultare particolarmente elevati. La complicazione più pericolosa riguarda il possibile sviluppo di un danno renale acuto e di gravi squilibri elettrolitici.
Le cause: dallo sport intenso ai traumi
La rabdomiolisi può essere provocata da diverse condizioni che determinano un danno muscolare importante. Tra le cause più frequenti rientrano traumi da schiacciamento, scosse elettriche, convulsioni, assunzione di alcuni farmaci, tossine e infezioni virali. In situazioni meno comuni, la sindrome può comparire anche dopo un esercizio fisico estremo, in presenza di febbre molto alta, ipotermia grave o immobilizzazione prolungata.
Il trattamento prevede innanzitutto l’intervento sulla causa scatenante, quando identificabile, e una terapia di supporto per contrastare le complicazioni. Nei casi più gravi, soprattutto quando si verifica un’insufficienza renale acuta, può essere necessaria anche la dialisi.
