Se picchi la tua ex e poi cambi sesso, vale ancora il reato di violenza di genere? Sì per la Corte suprema spagnola (foto Ansa-Blitzquotidiano)
Il cambio di sesso registrato dopo la commissione di un reato non può avere effetto retroattivo e annullare una condanna per violenza di genere. E’ quanto ha stabilito la Corte Suprema spagnola, confermando la condanna inflitta a una persona che aveva aggredito l’ex compagna e la figlia.
La sentenza della Corte Suprema spagnola
Secondo la sentenza, i fatti risalgono al 20 aprile 2022, quando l’imputato si presentò nei pressi dell’abitazione dell’ex compagna per esercitare il diritto di visita alla figlia di otto anni.

Secondo gli atti, l’uomo afferrò la bambina “con l’intenzione di ledere la sua integrità fisica” e, quando la madre intervenne, la colpì “con un pugno alla vita, colpi e graffi al collo”.
Per le aggressioni, erano state inflitte all’uomo due condanne a nove mesi di carcere ciascuna: una per violenza di genere nei confronti dell’ex compagna e una per violenza sulla figlia.
“Il cambio di sesso non ha effetti retroattivi”
Nel ricorso al Tribunale Supremo, la persona condannata aveva sostenuto che dal primo giugno 2023 aveva registrato il cambio di sesso da uomo a donna presso il Registro civile di Castellon, contestando l’applicabilità della normativa sulla violenza di genere.
La Corte ha tuttavia respinto il ricorso, precisando che il cambio successivo ai fatti non può modificare la qualificazione del reato: “Il cambio di sesso non ha effetti retroattivi”, scrivono i giudici.
