Singapore, bonus fino a 70mila dollari per ogni figlio: così il governo prova a fermare il crollo delle nascite (foto ANSA) - Blitz quotidiano
Singapore prova a invertire la rotta sul fronte della natalità con un nuovo pacchetto di interventi economici e sociali. Il Paese asiatico, insieme a Corea del Sud e Taiwan, registra infatti uno dei tassi di natalità più bassi al mondo: il dato si aggira intorno allo 0,87, ben al di sotto del livello di sostituzione fissato a 2,1 figli per donna.
La situazione demografica preoccupa le autorità, anche perché Singapore potrebbe raggiungere già quest’anno lo status di “super-anziano”, una condizione associata a una popolazione con un’età media pari o superiore ai 65 anni.
Fino a 70mila dollari per ogni bambino
Il primo ministro Lawrence Wong ha annunciato un sostegno economico che può arrivare complessivamente fino a 70mila dollari per ogni figlio, con interventi distribuiti fino al compimento dei 17 anni. Il pacchetto prevede anche un “baby gift” iniziale da 10mila dollari, destinato a contribuire alle spese mediche e scolastiche.
Tra le altre misure previste ci sono un aumento dei giorni di congedo retribuito per i genitori e una forte riduzione dei costi degli asili nido, con rette che dovrebbero scendere fino a 150 dollari al mese. L’obiettivo è rendere la scelta di avere figli economicamente più sostenibile per le famiglie.
Il costo dei figli frena le coppie
Secondo un sondaggio YouGov, molti cittadini di Singapore tra i 18 e i 44 anni restano favorevoli all’idea di diventare genitori. Il 43% sostiene di avere una naturale propensione verso i bambini, mentre il 42% ritiene che i figli possano dare un senso alla vita. Il 36% considera inoltre la genitorialità una naturale conseguenza del matrimonio.
Il problema principale sembra però essere rappresentato dai costi e dalle conseguenze sulla vita quotidiana. Il 51% degli intervistati afferma di non potersi permettere di avere figli, mentre il 39% teme un impatto sul proprio stile di vita e il 22% sulla carriera. Per il 38%, inoltre, crescere un figlio rappresenta una responsabilità troppo pesante.
Il nodo della conciliazione tra famiglia e lavoro
“I risultati suggeriscono che, sebbene una percentuale considerevole di singaporiani nella fascia d’età riproduttiva più attiva rimanga aperta all’idea di diventare genitori, la decisione è influenzata da una combinazione di considerazioni finanziarie, priorità legate allo stile di vita e percezioni delle responsabilità che ciò comporta. Per i datori di lavoro e i responsabili politici, una maggiore flessibilità e un sostegno concreto in materia di assistenza all’infanzia potrebbero contribuire a superare alcuni degli ostacoli, anche se una minoranza significativa sembra comunque poco incline a farsi influenzare da un sostegno aggiuntivo”, ha dichiarato Chi Wei Teo, General Manager di YouGov Singapore.
Il governo punta dunque non soltanto sugli incentivi economici, ma anche sulla riduzione dei costi e su una maggiore conciliazione tra lavoro e genitorialità, nel tentativo di affrontare una delle emergenze demografiche più delicate dell’Asia.
