Assegno unico, a marzo arrivano gli arretrati di gennaio: ecco quanto spetta alle famiglie (foto ANSA) - Blitz quotidiano
Si avvicina il pagamento dell’Assegno unico per i figli a carico relativo alla mensilità di marzo. In questa occasione le famiglie riceveranno anche gli arretrati riferiti a gennaio 2026, dovuti al consueto aggiornamento annuale degli importi.
A chiarire la situazione è stato l’INPS, che nelle scorse settimane ha spiegato come il ricalcolo delle somme sia stato effettuato a febbraio, dopo l’adeguamento degli importi all’inflazione. La differenza tra quanto spettava con la tabella del 2025 e quanto previsto per il 2026 sarà quindi recuperata proprio con la rata di marzo.
Si tratta però di aumenti molto contenuti. La rivalutazione applicata quest’anno è infatti pari all’1,4%, una percentuale che comporta incrementi piuttosto limitati per la maggior parte delle famiglie. Per questo motivo gli arretrati che arriveranno a marzo saranno spesso di pochi euro.
Già con i pagamenti di febbraio è stato possibile notare un leggero incremento delle somme riconosciute, dal momento che l’INPS ha aggiornato i criteri di calcolo sulla base delle nuove tabelle e dell’ISEE dei beneficiari.
Quanto aumentano gli importi dell’assegno unico
Il confronto tra gli importi del 2025 e quelli del 2026 mostra chiaramente quanto siano ridotti gli aumenti. L’importo massimo dell’assegno per ogni figlio passa da 201 euro a 203,81 euro. Questo significa che l’arretrato relativo a gennaio è pari a 2,81 euro per ciascun figlio.
All’estremo opposto, per le famiglie con ISEE più alto, l’importo minimo passa da 59 euro a 59,83 euro. In questo caso il conguaglio di gennaio è di appena 0,83 euro per figlio.
Anche le maggiorazioni previste per determinate situazioni familiari registrano aumenti molto contenuti. Ad esempio, per i figli successivi al secondo l’importo passa da 97,70 euro a 99,06 euro, con un arretrato di 1,36 euro. L’incremento per le madri under 21 sale da 23 a 23,32 euro, mentre quello per i genitori entrambi lavoratori passa da 34,40 a 34,88 euro.
Piccoli aumenti riguardano anche le maggiorazioni legate alla disabilità. Per i figli non autosufficienti si passa da 120,60 a 122,28 euro, mentre per la disabilità grave l’importo sale da 109,10 a 110,63 euro.
Gli arretrati per le famiglie
Proprio per via degli incrementi limitati, gli arretrati di gennaio saranno in molti casi quasi impercettibili. Una famiglia con un solo figlio e con ISEE nella fascia più bassa riceverà 2,81 euro di arretrati.
Con due figli il conguaglio complessivo sale a 5,62 euro, mentre per una famiglia con tre figli si aggiunge anche la maggiorazione prevista dal terzo figlio in poi. In questo caso l’importo arretrato può arrivare fino a circa 9,79 euro.
Le somme diventano leggermente più consistenti soltanto quando si cumulano più maggiorazioni, come nei nuclei familiari numerosi o in presenza di figli con disabilità, figli molto piccoli o genitori entrambi lavoratori.
Quando arriva il pagamento di marzo
Per quanto riguarda le tempistiche, anche per il mese di marzo non esiste una data unica di pagamento valida per tutti i beneficiari. L’INPS continua infatti a prevedere una finestra temporale entro cui vengono effettuati gli accrediti.
Chi percepisce già regolarmente l’assegno unico dovrebbe ricevere il pagamento nella seconda metà del mese, indicativamente tra il 19 e il 20 marzo. In queste giornate verranno accreditati anche gli arretrati legati alla rivalutazione degli importi.
Tempi diversi, invece, per chi ha presentato la domanda di recente. In questi casi l’INPS può impiegare più tempo per completare le verifiche. Chi ha inoltrato la richiesta a febbraio, ad esempio, potrebbe ricevere il primo pagamento soltanto negli ultimi giorni del mese, con accrediti previsti tra il 30 e il 31 marzo.
Per conoscere con precisione la data del versamento è sempre consigliabile controllare il proprio fascicolo previdenziale sul sito dell’INPS, dove l’Istituto indica l’accredito una volta completata la lavorazione della pratica.
